Interessante editoriale dal titolo “” BirdGarden "" nell'apposita sezione Editoriali dell’A.O.E. a disposizione gratuita per tutti gli utenti
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Discussione: Indagine su colonie di pappagalli in libertà in Italia

  1. #21
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    Temo di sì, anche perchè sono specie più aggressive dei nostri uccelli e, spero non succeda mai, non vorrei che succedesse quello che è successo ai fiumi e canali nostri, prima con il black bass, poi con i siluri e i gamberi. Forse le cornacchie, diffuse in sovrabbondanza da noi, potrebbero porre un freno alla cosa. Con questo non voglio dire di essere contro a ciò, ma solo che il fenomeno deve essere preso in considerazione seriamente dalle unità preposte, ma non so proprio come potrebbero fare ...Non vorrei che fra qualche decennio fossero i nostri uccelli autoctoni ad essere le specie protette o in via di estinzione !

  2. #22
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    Scena osservata l'altro giorno: su un abete molto grande a Roma vicino Viale della Primavera c'è un nido di Parrocchetto monaco. Una cornacchia di soppiatto si stava avvicinando evidentemente per predare ma è stata avvistata da un parrocchetto appostato a guardia su un ramo più alto che ha cominciato a gridare e sono apparse svariate testa dal cumulo di rami al punto che la cornacchia ha pensato bene di andarsene. Colonie sicure nidificanti: parrocchetto dal collare in particolare nella zona dell'Aurelia e il parco della Caffarella, parrocchetto monaco praticamente dappertutto non passa giorno che non ne vedo qualcuno (Quartiere Africano, Tor Pignattara, Centocelle, Garbatella etc...)

  3. #23
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    In Gran Bretagna sta già diventando un problema. Leggete qua:

    Gran Bretagna: la “minaccia” del parrocchetto

    La rapida crescita della popolazione dei parrocchetti dal collare può mettere a rischio alter specie di uccelli originarie della Gran Bretagna come il picchio e il pettirosso. Tra Londra, il Surrey e il Kent si stimano circa 30.000 esemplari che potrebbero diventare 50.000 entro il 2010 (22/03/07)
    Nel tradizionale Big Garden Birdwatch 2006, un'iniziativa per cui vengono censiti in un solo giorno tutti gli uccelli osservati nei giardini delle case inglesi, il parrocchetto dal collare è risultata la quindicesima specie più frequentemente osservata a Londra, mentre era la diciannovesima nel 2005. Il Department for Environment Food and Rural Affairs (Defra) ha commissionato una ricerca per valutare la possibilità che i parrocchetti dal collare possano costituire una minaccia ad altre specie di uccelli al fine di pianificare eventuali interventi di controllo, ma la Royal Society for the Protection of Birds (RSPB) ha già dichiarato di poter accettare abbattimenti solo ed esclusivamente come ultima ratio se viene dimostrato scientificamente che questi animali costituiscono una minaccia per altre specie.
    I parrocchetti dal collare sono originari dell'India e dell'Africa sub-sahariana ed è quindi lecito domandarsi come possano sopravvivere il libertà in Gran Bretagna; alcuni sono addirittura stati segnalati in Scozia, il cui clima appare essere ancora più ostile. I tre fattori determinanti perché una specie ossa adattarsi a un nuovo ambiente sono: disponibilità di cibo, condizioni climatiche e competizione con le alter specie.
    Per quanto riguarda il clima, il problema non si pone. In realtà l'ambiente di origine del parrocchetto è costituito dalle colline ai piedi dell'Himalaya, quindi la temperatura mite non è un requisito necessario alla sopravvivenza di questi animali.
    Anche per il cibo non ci sono problemi. Considerando che la dieta di questi animali si basa su semi, frutti e noci, i giardini inglesi offrono una stabile fonte di alimentazione anche grazie al crescente numero di persone che espone mangiatoie per gli uccelli.
    Per quanto riguarda la concorrenza con altre specie, non vi è al momento alcuna evidenza che I parrocchetti possano costituire una minaccia per qualcuno, ma data la loro netta crescita il problema deve essere affrontato in anticipo, prima che la loro pressione possa diventare letale anche solo in termini di competizione per l'accesso alle fonti alimentari.
    Leo



    Uccello in gabbia, o canta per amore, o canta per rabbia...

  4. #24
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    Colonie a spasso in città Enrico Borgo

    Pappagalli a spasso per la città
    di Enrico Borgo

    L'ordine degli Psittaciformi non viene in genere compreso nell'avifauna "originaria" delle nostre zone, però da circa trent'anni si hanno notizie sempre più frequenti sulla diffusione in Europa e sull'espansione numerica di questo gruppo di uccelli. Le specie interessate dal fenomeno sono essenzialmente tre: Parrocchetto dal collare, Pappagallo monaco e Amazzone fronteblu.

    La città di Genova rappresenta una situazione veramente particolare perchè vi coesistono, allo stato libero, tutte e tre le specie.
    Questi pappagalli hanno alimentazione simile ma, nonostante ciò, fino ad ora non si sono verificati fenomeni di competizione di qualche rilievo; probabilmente ciò è dovuto al loro numero limitato, a fronte di un vasto territorio cittadino.
    Il nucleo originario delle tre specie era presente nella zona residenziale di Albaro (parte centro-orientale di Genova) ma con il passare degli anni si è a poco a poco espanso ed ora è possibile osservare Parrocchetti e/o Amazzoni in varie parti della città, in genere però sempre più o meno collegati a parchi o zone verdi.

    Il comportamento spiccatamente sociale dei pappagalli li porta a frequentare luoghi di riposo notturno comuni, il che fa spostare da un luogo all'altro della città gruppi di uccelli anche consistenti, chiassosi e molto evidenti: quando i pappagalli sono occupati ad intrattenere rapporti sociali o si scambino "notizie" a mezzo voce riescono anche a superare il rumore del traffico delle ore di punta!

    Con la debita eccezione delle Amazzoni: se decidono di mangiare o riposarsi sulla cima di un albero "senza aprire becco" è molto difficile che le persone che passano sotto siano consapevoli della loro presenza, a meno che non lascino cadere qualche cosa sulla testa dei passanti, come è capitato al sottoscritto con una ghianda di Leccio.

    Tra l'altro, a Genova sono state osservate anche altre specie di pappagalli in libertà, ma si tratta sempre di esemplari singoli, che per il momento non sembrano dar luogo a nessuna popolazione naturalizzata, per quanto piccola.








    Parrocchetto dal collare (Psittacula krameri, Scopoli)

    Misure medie: lunghezza 38 - 42 centimetri, apertura alare 42 - 48 centimetri; peso 120 - 140 grammi; ala 170 - 174 (maschio), 163 - 172 (femmina); coda 219 - 239 (maschio), 193 - 220 (femmina).

    Descrizione: specie slanciata, di colore verde brillante, giallastro sulle parti inferiori, con sfumature blu sulle timoniere, zampe grigiastre ed evidente becco rosso (la quantità di rosso presente sul becco può variare a seconda della sottospecie), iride giallo pallido. Deve il suo nome al collare, presente nel maschio, formato da una riga rosa ed una nera, che corre dalla gola alla parte alta della nuca: nella femmina tale collare è molto meno evidente, di colore verde pallido.

    Distribuzione: l'areale naturale del Parrocchetto dal collare comprende Africa centrale e nord-orientale, Afghanistan, Pakistan occidentale, India e Nepal, fino alla parte centrale di Burma e Ceylon. Inoltre, è stato introdotto a Mauritius, Zanzibar, Egitto, Aden, Oman, Kuwait, Iraq, Iran, Hong Kong, Macao e Singapore. Ne esistono tre sottospecie: P. k. krameri, P. k. borealis e P. k. manillensis; le popolazioni introdotte in Europa e zone vicine appartengono alle due sottospecie dell'Asia meridionale, borealis e soprattutto manillensis. Nella regione Paleartica Occidentale è presente o è stato osservato in Giordania, Israele, Egitto, isole Canarie, Portogallo, Spagna, Francia, Belgio, Olanda, Gran Bretagna, Germania, Svizzera, Austria e Croazia oltre, naturalmente, all'Italia. Il numero degli individui varia molto da paese a paese: in Gran Bretagna ne sono stimati oltre 1000, in Olanda e Germania alcune centinaia, mentre in Spagna (a Barcellona) ne sono segnalati alcune decine.

    In Italia è stato osservato in Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Calabria, Sicilia e Sardegna e sono state segnalate nidificazioni nel Triestino, in Lombardia, a Genova, a Roma e dubitativamente in Sicilia.


    Parrocchetto dal collare
    (Psittacula krameri)

    un maschio adulto ed un giovane che sporge dalla cavità nido
    (foto © C. Galuppo)

    Viene considerata specie naturalizzata a partire da metà degli anni '90. Nella sola città di Genova, la popolazione complessiva di Parrocchetto dal collare sembra assestata tra i cinquanta ed i sessanta esemplari.

    Abitudini: la specie nidifica di preferenza nelle cavità degli alberi, ma la si può trovare anche in buchi di muri. Si nutre di una grande varietà di semi e frutti, da quelli di Magnolia e Cipresso a quelli degli Aranci ornamentali: in quest'ultimo caso le arance vengono mangiate in modo molto caratteristico, ciò che resta ha una curiosa forma a clessidra. È da tenere presente che questo pappagallo era conosciuto nei paesi mediterranei già in tempi molto antichi, infatti si possono trovare delle raffigurazioni di Parrocchetto dal collare negli stupendi mosaici del VI secolo di S. Apollinare in Classe, S. Apollinare nuova e S. Vitale a Ravenna.


    Pappagallo monaco (Myiopsitta monachus, Boddaert)

    Misure medie: lunghezza 29 centimetri; peso 130 grammi; ala 138 - 157 (maschio), 136 - 150 (femmina); coda 126 - 136 (maschio), 121 - 137 (femmina).

    Descrizione: più piccola della specie precedente, con struttura meno slanciata e tinte meno brillanti: presenta le parti superiori verdi con sfumature blu su copritrici primarie, remiganti e timoniere, con fronte e petto grigio-brunastro, le penne del petto sono bordate di grigio-biancastro così da dare un aspetto barrato, parti inferiori e sottocoda verde giallastro, zampe grigie e becco color corno.

    Distribuzione: la distribuzione originaria di questa specie va dalla Bolivia centrale al Brasile meridionale all'Argentina centrale; introdotto a Portorico e negli Stati Uniti nord-orientali. Osservato in Europa da minor tempo rispetto al Parrocchetto dal collare, circa vent'anni, è anche meno diffuso: segnalazioni provengono dal Belgio e dalla Spagna oltre che dall'Italia, dove è naturalizzata dalla metà degli anni '90.
    Per l'Italia, è stato segnalato in Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Sicilia e Sardegna, con nidificazioni accertate in Lombardia, Emilia Romagna e Liguria. Negli ultimi tempi ne è stata riportata la nidificazione anche a Roma.
    La piccola colonia genovese si è ridotta progressivamente nel tempo per cause non chiare, probabilmente uno dei fattori limitanti sono state le Taccole, ed attualmente la consistenza del gruppo è dell'ordine di qualche unità, nell'ipotesi più ottimistica. Nidi sono segnalati anche in zone del ponente ligure. La prima colonia stabilitasi a Milano negli anni '40, originatasi da esemplari sfuggiti allo zoo, è scomparsa negli anni '50 a causa della predazione da parte dei ratti.

    Pappagallo monaco
    Pappagallo monaco
    (Myiopsitta monachus)
    con il caratteristico nido
    (foto © C. Galuppo)

    Abitudini: costruisce un nido molto voluminoso di rametti, stecchi ed altro materiale vegetale, talvolta, se l'albero scelto è una conifera, chiudendo completamente lo spazio esistente tra due piani di rami. Spesso più nidi sono costruiti molto vicini, nel qual caso l'ammasso di materiale è veramente imponente e può arrivare a coprire quasi interamente la chioma dell'albero. Probabilmente le colonie piccole, formate da poche coppie, non riescono a difendersi dalla predazione in maniera efficace, visto che il tipo di nido utilizzato da questa specie offre meno protezione rispetto alla nidificazione in cavità.


    Amazzone fronteblu (Amazona aestiva, Linnaeus)

    Misure medie: lunghezza 37 centimetri; peso 430 - 500 grammi; ala 221 - 230 (maschio), 212 - 225 (femmina); coda 124 - 125 (maschio), 115 - 123 (femmina).

    Descrizione:questa è la più grossa e massiccia delle tre specie fin qui considerate. Piumaggio verde con parte anteriore del vertice, gola e parte delle guance giallo, fronte blu, una zona rossa alla giuntura carpale così come la base delle cinque secondarie più esterne; remiganti verde scuro sfumate verso l'apice di blu viola, timoniere verdi con fascia apicale a sfumatura giallastra superiormente, nettamente marcate di rosso alla base sulla faccia inferiore.

    Distribuzione: dal nord est del Brasile a sud fino al Paraguay e al nord dell'Argentina. Qualche esemplare è stato osservato in varie parti d'Italia ma in genere si tratta di soggetti singoli sfuggiti alla cattività.

    A Genova, invece, la popolazione di Amazzoni ha raggiunto un discreto numero di individui (almeno una ventina) e sono stati osservati giovani in più occasioni, anche se una nidificazione sicura non è ancora stata accertata. La scorsa primavera una coppia è stata vista entrare ed uscire da un buco in un muro, situato però in un luogo inacessibile, quindi non è stato possibile fare ulteriori accertamenti per fugare i dubbi sulla nidificazione.

    Enrico Borgo

  5. #25
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    secondo contributo da genova di Alberto Rosselli

    secondo contributo da genova con dati più aggiornati in ordine cronologico

    di Alberto Rosselli


    Si contano ormai a centinaia e sono presenti in quasi tutti i parchi e le ville genovesi. Stanno annidati sui rami più alti dei pini marittimi, dei platani, delle magnolie o in mezzo al fogliame delle palme, e con le loro inusuale ed ingombrante presenza colorata e rumorosa incuriosiscono i passanti e tengono alla larga gli altri uccelli comuni.

    Stiamo parlando dei pappagalli che da diversi anni a questa parte si sono radicati nel capoluogo ligure, moltiplicandosi e creando numerose e robuste colonie. Di taglia piccola e cospicua, e persino di specie diverse
    (a Genova l'ornitologo Enrico Borgo ne ha individuato con esattezza tre: la Psittacula krameri o Parrocchetto dal collare, la Myiopsitta monachus o Pappagallo monaco e la Amazona aestiva o Amazzone fronteblu) questi simpatici e coloratissimi pennuti vengono segnalati in una vasta area urbana che si estende grosso modo dal quartiere di Castelletto (con epicentro a Villa Gruber) a quelli di Albaro e di Nervi, dove sono appunto più frequenti le zone verdi sia pubbliche che private.

    Le numerose telefonate giunte ai vigili urbani e alle sedi regionali della Lipu e della Protezione Animali non fanno che confermare l'ampiezza di un fenomeno che, iniziato in sordina parecchio tempo fa (i primi avvistamenti a Genova di questi colorati pennuti dal caratteristico becco ricurvo si verificarono, sembra, all'inizio degli anni Ottanta) pare essersi dilatato a dismisura sia per la notevole capacità di adattamento e riproduzione dei volatili, sia per la progressiva "tropicalizzazione" del clima ligure. Tesi quest'ultima condivisa anche dai ricercatori dell'Università di Genova che, proprio per questo motivo, tengono sotto controllo l'arrivo e lo stanziamento sul territorio di nuove specie animali appartenenti ad altri continenti e ad altre latitudini.
    Siamo bene documentati circa la presenza a Genova di diverse colonie di pappagalli, tra cui forse la più diffusa, cioè la Psittacula Krameri (specie naturalizzata a Genova a partire dalla metà degli anni Novanta) ha già fornito in passato dati e indicazioni sul fatto. "A Genova, ma anche in altre località della regione, non è difficile avvistare pappagalli inselvatichiti.

    Alcuni di questi animali sono stati messi in libertà da persone, mentre altri sembrano essere immigrati nella nostra regione da luoghi molto lontani". I pappagalli 'genovesi' sono ormai molti, anche se bisogna tenere in conto che colonie di Psittaciformi sono presenti in altre città e zone d'Italia, come a Trieste, Parma e Reggio Emilia. Il professore Silvio Spanò della Facoltà di Zoologia dell'Università di Genova, che per anni ha dedicato molti dei suoi studi proprio ai pappagalli "europei" (pare che anche in Spagna, Francia, Belgio, Grecia e persino in Inghilterra, Galles e Scozia siano presenti diverse colonie di questi pennuti), non sembra avere dubbi circa la portata di un fenomeno zoologico "interessante, anche se non unico, e probabilmente da ricondursi al cambiamento di clima che in questi ultimi anni ha reso gli inverni italiani molto più miti e umidi rispetto al passato". Anche se Enrico Borgo rammenta che "il pappagallo Parrocchetto dal collare (Psittacula krameri) era già conosciuto in tempi molto antichi (addirittura in epoca romana e bizantina) nel nostro Paese e in Europa meridionale. Tanto è vero che a Ravenna è possibile trovare raffigurazioni di questa specie nei celebri mosaici, risalenti al VI secolo d.C., di Santa Apollinare in Classe".

    A dimostrazione che certe specie apprezzavano l'habitat di certe zone della penisola ben prima degli sconvolgimenti climatici dovuti al buco dell'ozono di cui tanto i parla. Comunque sia, "negli ultimi dieci anni - continua Borgo - a Genova sia i Parrocchetti che gli Amazzoni si sono bene ambientati e riprodotti entrando a fare parte della avio fauna stanziale". I pappagalli sono animali che prediligono le prime ore del mattino o l'imbrunire per uscire dai loro nidi, ricavati nei tronchi o sulle cime degli alberi o negli anfratti dei muri, e andare in cerca di cibo. Le loro grida, forti e acute, coprono quelle di tutti gli altri volatili, grandi e piccoli, mettendo in fuga piccioni e taccole (i maschi della specie Amazzone fronteblu sono lunghi quasi 40 centimetri, pesano 500 grammi e le loro ali possono misurare dai 220 ai 230 centimetri).

    Secondo le testimonianze di numerosi cittadini genovesi della zona di Albaro (precisamente via Flora e via Dodecaneso), i pappagalli, oltre a nutrirsi di semi di magnolia, leccio e cipresso e di bacche, sono molto ghiotti di frutti, come gli aranci, i limoni e i mandarini che crescono numerosi in molte ville e giardini del quartiere. In un giardino di via Flora sono state trovate decine e decine di aranci tutti meticolosamente smangiucchiati e curiosamente ridotti a "clessidra" dagli Psittacula krameri. "Non c'è dubbio" conclude l'ornitologo Enrico Borgo. "Genova rappresenta una situazione veramente particolare in quanto risulta essere l'unica città d'Italia e d'Europa in cui più frequenti risultano gli avvistamenti e nella quale coesistono, allo stato libero, ben tre specie di Psittaciformi provenienti da aree geografiche dissimili.

    A parte il Parrocchetto dal collare, già presente in Europa meridionale, il pappagallo monaco e l'Amazzone fronteblu provengono infatti dal Sud America".
    Ultima modifica di marco cotti; 14-09-10 a 18: 45

  6. #26
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    Molfetta (BA) 1968

    Immagine scattate in una via Molfettese nel 1968


  7. #27
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    Nella lista CISO-COI http://www.ciso-coi.org/COImateriale...BC-set2009.pdf i monaci e i collari sono classificati come introdotti dall'uomo o sfuggiti dalla cattività, che siano stati presenti e abbiano nidificato almeno per 9 anni degli ultimi 10.
    In pratica si considerano ormai specie locali...


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  8. #28
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    Pappagalli a Casal Palocco Roma

    Parrocchetti dal collare che litigano per un melograno
    a casalpalocco (RM)


  9. #29
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    Quello che non ho capito è se questi pappagalli(spec parrochetto dal collare e monaco) sono stati liberati intenzionalmente da qualche pazzoide o sono risultato di fughe accidentali da gabbie e voliere.Ritengo che x essere cosi diffusi in zone cosi lontane tra loro,dal sud al nord,deve esserci qualcuno che intenzionalmente ha liberato un certo n°di coppie che si sono adattate e riprodotte in pochi anni, e mi sembra strano che tutti questi uccelli discendano da qualche fuga occasionale.Anche a me ogni tanto sfugge qualche ciuffolotto,ma non ho mai visto sciami di questi uccelli in Riviera Ligure di ponente.Che ne pensate?

  10. #30
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    Hai fatto delle considerazioni giuste, infatti non so spiegarmi come dalla penisola siano giunti fino alla Sardegne ,terra in cui appassionati di pappagalli ce ne sono ben pochi e credo che i soggetti fuggiti non possano essere così tanti. Inoltre il TG di qualche tempo fa diceva che a Londra ce ne sono così tanti che si stava organizzando qualcosa per eliminarli (orrore.....nella civile GB )! A questo punto il quesito è d'obbligo : ma questi pappagalli si sono riprodotti da pochissimi di loro fuggiti dalle voliere di qualche distratto o sono stati liberati appositamente ? Ai posteri l'ardua sentenza........
    CIAO DONY
    LA SPERANZA E'UN ESSERE PIUMATO CHE SI POSA SULL'ANIMA E CANTA MELODIE SENZA PAROLE....E...NON SI FERMA MAI !

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