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Discussione: Il Diamante di Peale(Erythrura cyanovirens pealii)

  1. #1
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    Il Diamante di Peale(Erythrura cyanovirens pealii)

    Il Diamante di Peale

    Il Diamante di Peale(Erythrura cyanovirens pealii) è una delle cinque razze in cui suole essere suddivisa la specie E cyanovirens. Diffusa nelle Isole Figi, questa razza vive di preferenza nelle grandi distese erbose guarnite di sparsi alberi e cespugli, che interrompono il rivestimento compatto delle foreste e che si riscontrano con maggior frequenza nelle regioni riparate (sotto vento), dove infatti con il diminuire delle precipitazioni e specialmente con le notevoli differenze stagionali di piovosità si hanno le condizioni favoreLa sua collocazione geografica è negli arcipelaghi dell’oceano Pacifico, precisamente nelle Isole Figi, dove il clima è tropicale, con escursioni termiche caldo umide, dovute alla abbondanza della pioggia stagionale.
    L’habitat del diamante di Peale è quello tipico delle foreste indonesiane, intervallate da praterie e savane erbose.
    La struttura è proiettata alla vita nel folto dei rami, dove soddisfa le sue esigenze alimentari, nutrendosi di gemme ed infiorescenze di fichi selvatici, che sguscia anche a testa in giù, bilanciando la postura verticale con la coda, tipicamente corta.
    Si è adattato anche agli squilibri della natura imposti dall’uomo e sovente si spinge nelle zone coltivate a far incetta di riso e sorgo, senza nutrire alcuna paura per l’uomo.
    Oltre che di graminacee ed erbe prative, durante il periodo della riproduzione si nutre anche di larve ed insetti, per il bisogno di apportare proteine di natura animale ai suoi nidiacei.
    La taglia oscilla fra 9-10 centimetri ed il dimorfismo dei voli per lo sviluppo di paesaggi aperti anziché di foreste.


    Il maschio ha la fronte, il vertice e le guance di color rosso vivo; le redini, il mento e la gola neri. Dalla gola una sottile striscia di nero si allunga per un tratto a contornare inferiormente le guance, il cui rosso pertanto viene separato dal blu che, a mo' di bavaglino, ricopre il gozzo e la parte alta del petto.

    II groppone, il sopraccoda e la corta coda sono rossi. II resto del piumaggio è verde intenso. Il becco è brunastro, le zampe carnicine. La lunghezza totale si aggira sugli 11 centimetri.

    Le femmine si distinguono per la tonalità meno intensa delle tinte (particolarmente sbiadita e sfumata di giallo la colorazione verde delle parti inferiori del corpo) e perla minor estensione del "bavaglino" blu nonché del nero sulla gola

    I Diamanti di Peale si nutrono in prevalenza di semi di graminacee. Vivaci e scaltri, per procacciarsi il cibo non temono di far visita ai terreni coltivati, numerosi soprattutto lungo le coste, dove le fasce seppur discontinue di fertili pianure consentono di ottenere raccolti migliori. Soprattutto danneggiate risultano le risaie, sulle quali, allorquando il riso comincia a maturare, si riversano stormi di anche un centinaio di individui, spesso in compagnia di Padda (Padda oryzivora). Alle volte i Diamanti di Peale spingono la loro temerarietà fino a frequentare i giardini dei centri abitati. Il primo caso di riproduzione in cattività del Diamante di Peale risale al 1912 ed avvenne allo Zoo di Londra; più tardi diversi altri successi si ebbero anche altrove.

    Un tempo le importazioni non comprendevano che pochissimi esemplari, ma nel 1960 un gran numero di Diamanti di Peale fu finalmente importato in Europa, il che consenti agli allevatori specializzati di creare diversi ceppi domestici di sana e robusta costituzione. Ciò nonostante si tratta tuttora di uccelli assai rari in avicoltura e il loro prezzo è elevato.

    Per quanto concerne il processo di acclimatazione nei nuovi allevamenti, i Diamanti di Peale si dimostrano soggetti non difficili: è tuttavia necessario che in tale periodo essi vangano alloggiati in una voliera interna di ampie dimensioni(se tenuti in spazio ristretto, infatti, la scarsa possibilità di moto li fa deperire rapidamente) e che abbiano a disposizione una grande varietà di alimenti tra i quali poter scegliere quelli che più gradiscono: miscuglio di semi per canarini con miglio, spighe di panico, semi germinati, tarme della farina, pastone per insettivori (quello all'uovo è meno appetito), pane o biscotto' inumidito con acqua mielata, frutta matura e zuccherina( mele, banane, fichi, arance e quant altra mostrassero di gradire) e, se possibile, avena non decorticata; all'acqua di bevanda è bene aggiungere un po' di miele e qualche goccia d'un buon complesso vitaminica

    Una volta abituati al nuovo alevamento e ai metordi di conduzione dell'allevatore, i Diamanti di Peale potranno essere ospitati anche in gabbia, ma perché si mantengano in buona salute è opportuno, soprattutto allorché si tenta di ottenerne la riproduzione, che essa sia spaziosa e di tipo inglese, ossia chiusa su tutti i lati fuorché quello frontale.


    Al raggiungimento della forma amorosa, il maschio si esibisce in una serie di vivaci movimenti del capo (lo alza, lo abbassa, lo volge a destra e a sinistra), accompagnati da appassionate emissioni canore.

    Per la costruzione del nido accettano volentieri una casettina di legno, di forma rettangolare e aperta sul davanti, nella quale il maschio ricava la concavità atta a ricevere le uova, avvalendosi di fili d'erba, radichette, muschi e sfilacce varie.

    La femmina depone di solito quattro uova, la cui incubazione si protrae per 13-14 giorni ed è portata a termine da entrambi i genitori; i piccoli lasciano il nido verso la terza settimana di vita e cominciano a nutrirsi da soli una decina di giorni più tardi. Quasi ovunque è invalsa l'abitudine di affidare il compito dell'incubazione delle uova e dell'allevamento della prole a ceppi di Passeri del Giappone, tuttavia il ricorso alle balie non è indispensabile poiché i Diamanti di Peale sono bravi riproduttori e anche da soli riescono ad allevare bene da due a tre nidiate per stagione.

    In proposito il dott. Burkhard, un noto ornicoltore svizzero specializzato nell'allevamento delle specie del Genere Erythrura nonché di molti altri esotici, riferisce che in un anno una coppia di questi Diamanti, lasciandogliene l'occasione, arriva a portare a termine finanche 5 covate ( per non spossare i riproduttori, però, è preferibile accontentarsi di un numero inferiore). Egli, inoltre, assicura che i Diamanti di Peale, una volta assuefattisi alle differenti condizioni clima tiche, sopportano le basse temperature meglio di molti altri congeneri, tanto da poter essere lasciati in voliera esterna an-che d'inverno, e si pensi che vive in Svizzera!
    Una particolare caratteristica di questi Dia manti, infine, è quella di servirsi abbastanza spesso delle zampe quando mangiano: se per esempio si mette a loro disposizione dell'avena non decorticata, essi ne prendono un seme nel becco, volano al posa toio e là, dopo esserselo trasferito in una zampetta, lo smembrano. Probabilmente allo stato di natura strappano piccoli frutti e adottano la medesima procedura per mangiarli.

    Tra maschio e femmina, una volta accoppiati, si stabilisce un forte vincolo affettivo e quando, dopo un periodo di attività, decidono di riposarsi un po', si sistemano sul posatoio l'uno stretto all'altro. I Diamanti di Peale accettano di convivere anche con altri uccelli, purché lo spazio a disposizione sia ampio e le specie siano tranquille e di taglia simile alla loro.
    P.F.




  2. #2
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    Complimenti Marco come sempre articoli molto dettagliati e ben fatti


    [SIGPIC][/SIGPIC]

  3. #3
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    io ne ho una coppia, mi hanno fatto l uova l'anno scorso sono nati tre pulli dai passeri, ma sono morti tutti in varie fasi dello sviluppo. poi il mashio è come impazzito ed ha cominciato a perseguitare la femmina, li ho dovuti separare. ci riprovo ad agosto settembre e vediamo come va. sono robusti ma un po' focosi!
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  4. #4
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    Bellissimo esotico prima o poi ci provo...
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  5. #5
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    La sua livrea ha molti punti in comune con quella del Gould testa rossa, tantè che somiglia moltissimo ad un ibrido che realizzai alcuni anni fa, quello tra diamante di Gould e diamante di Kitliz, gli manca solo unpò di giallo sul ventre, chissà che non sia l'anello di congiunzione tra queste due specie? O il punto di partena, da cui si sono sviluppate?
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  6. #6
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    E' vero assomiglia molto ad un ibrido fra gould e kittliz, comunque e' bellissimo...
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  7. #7
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    Domanda da noi si trovano? sono sotto cites? il costo piu' o meno?
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  8. #8
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    Non ne ho mai visti dal vivo, a Ragusa c'erano esposti i Tanimbar, veramente minuscoli! Mi è anche capitata l'occasione di una coppia di Varipointi un apio di anni fà, ma 250€ non gliel'ho voluti dare!
    RNA - 442X - RAE - 0487



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