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Discussione: L’allevamento dei Becco d’Argento tramite Balie

  1. #1
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    L’allevamento dei Becco d’Argento tramite Balie



    Tramite questo piccolo scritto vorrei condividere con tutti gli utenti del Forum alcuni aspetti dell’allevamento del Becco d’Argento che derivano dai miei 2 anni di esperienza con questo piccolo astrilide originario dell'Africa settentrionale.

    Rispetto alla colorazione ancestrale oramai sono state fissate parecchie mutazioni, che insieme al piacevole canto, lo hanno reso un uccellino più grazioso da tenere in allevamento. Nel dettaglio abbiamo: Bruno (sesso-legata), Opale (recessiva), Pastello recessivo (recessiva), Grigio (recessiva), Ventre scuro (recessiva), Agata (sesso-legata), Ino (sesso-legata).

    Il riconoscimento dei sessi presenta gli stessi problemi dei PDG, bisogna cioè osservare i soggetti singolarmente per individuare chi canta, canto più lieve di quello dei passeri, ma che al contrario di questo presenta delle note molto più gradevoli da ascoltare rendendolo, a mio dire, l’esotico col canto più piacevole insieme a quello del cugino asiatico Becco di Piombo.

    Nonostante si legga nel web che questa specie si riproduca anche in piccole gabbie ed allevi la propria prole in purezza con successo, tanto da essere pure usata come balia, purtroppo nella mia esperienza personale (forse a causa del luogo di allevamento, un box in alluminio sito in balcone), non tutti i soggetti si comportano in tale ammirevole maniera.

    La stagione passata sulle mie 4 coppie solo una ha allevato in purezza (in maniera eccellente), le altre 3 mi hanno invece dato non pochi problemi (cove abbandonate dopo 10 giorni o pulli non imbeccati e abbandonati).
    Anche a livello di nidificazione, nessuna delle 4 coppie, pur deponendo in qualsiasi tipo di nido gli abbia io proposto (per canarini, a cassetta per esotici, nidi profondi in legno ed in plastica), ha realizzato un nido degno di tale nome, motivo per cui ho sempre dovuto risistemare da zero il tutto per creare un imbottitura decente.

    Prima di parlare della riproduzione vorrei aggiungere qualche altra nota su questo uccellino:
    - nelle mie femmine non ho mai riscontrato problemi di ritenzione d’uovo;
    - non gradiscono molto le verdure e la frutta;
    - i soggetti raggiungono la maturità sessuale abbastanza presto (5-6 mesi);
    - si tratta di animali robusti che si adattano bene alle varie condizioni ambientali;
    - maschi e femmine convivono bene insieme anche in piccole comunità, e al massimo si assisterà a qualche piccola scaramuccia senza mai vedere una piuma tirata o un qualcosa di rischioso per la salute degli uccelli medesimi;
    - l’ibridazione più facile avviene coi PDG e genera degli ibridi maschi con potenzialità canore notevoli ma di scarsa resa estetica;
    - depongono una marea di uova alla maniera dei Diamanti Mandarino, e quindi per evitare di spossare troppo i riproduttori bisogna dare un freno a tali deposizioni togliendo i nidi dopo massimo 4 covate;
    - le uova sono molto simili a quelle dei PDG, leggermente più allungate e rosa, e la schiusa rispetta più o meno i tempi dei Passeri;
    - è un uccello che tollera poco la presenza della mano dell’allevatore dentro la gabbia, con voli nervosi e grosso rischio di fughe.

    Allora, veniamo al dunque: quando e perché usare la Balie.
    Nella mia esperienza la coppia incomincia a covare dopo avere deposto il 3°- 4° uovo, solitamente covano un soggetto per volta, ma rimangono costantemente seduti solo al termine della deposizione, …e qui vengono i primi problemi… ho notato infatti che se non si sentono sicuri o se disturbati abbandonano facilmente le uova. Risulta utile a proposito toccare la gabbia il meno possibile ed eventualmente schermare la parte frontale da cui accede l’allevatore (i soggetti infatti si fiondano fuori dal nido immediatamente al minimo rumore).
    Alcune delle mie coppie arrivano a covare bene e fanno nascere i piccoli ….ma poi non li nutrono…, ho provato più volte con le stesse coppie a ripetere l’esperienza della nascita cambiando tutte le possibili variabili (nido, esposizione, alimentazione, ecc.), ma se non ne vogliono sapere di imbeccare non c’è niente da fare!

    In alcune situazioni risulta allora necessario ricorrere ai PDG, …ma la nota dolente è proprio come affrontare la nascita di questi esotici con le balie, in quanto i PDG hanno grosse difficoltà nel far crescere i pulletti, e questo secondo la mia esperienza per vari motivi:
    1°) La bocca dei BDA appena nati è enorme ma non presenta alcuna particolare stimolazione visiva (..per essere chiari tipo quella dei GOULD o dei DM), motivo per cui non incoraggia tanto l’imbecco o addirittura spaventa i Passeri che più di una volta mi hanno gettato i piccoli fuori dal nido;
    2°) I giovani BDA richiedono per almeno i primi 10 giorno una notevole integrazione proteica (la bocca grande è proprio uguale a quella degli insettivori), ma i PDG se non sono abituati per tempo non mangiano volentieri vermetti o particolari pastoncini;
    3°) I BDA aprono la loro bocca enorme ma non hanno l’insistenza e la chiassosità di altri esotici, per cui i loro gozzi non si riempiono mai a dovere.
    Cosa mi ha insegnato allora la mia esperienza:
    1° - Provare sempre la purezza per almeno 2 nidiate per essere certi che la coppia non allevi (questo in virtù della difficoltà di farli baliare);
    2° - Nonostante si legga in alcuni siti che sarebbe meglio usare balie giovani che non abbiano mai allevato i loro figli, la mia sperimentazione mi dice invece che più esperienza hanno le balie e meglio è! Gli abbandoni li ho infatti sempre avuti da coppie giovani e mai da coppie stabili di almeno 2 anni, ho pure provato a mettere un PDG maschio esperto con una PDG femmina giovane, notando che nutriva i pulli solo il maschio adulto mentre la femmina si limitava esclusivamente a riscaldarli;
    3° - I passeri che dovranno baliare i BDA dovranno essere per tempo abituati a mangiare Gamberetti esiccati, Uovo sodo, Pastoncino proteico a cui va aggiunto del paté per insettivori. Tali alimenti nei primi giorni di vita dei BDA vanno forniti tutti i giorni freschi. La scarsa integrazione proteica causerà scarsa crescita dei pulli che rimarranno rachitici e probabilmente moriranno nell’arco dei primi 30 giorni di vita;
    4° - Quando si fanno baliare i BDA la nidiata deve essere composta solo da questa specie in quanto il maggior stimolo determinato da altre specie (DM, PDG, GOULD) causerà l’abbandono certo dei piccoli BDA che non verranno quasi mai nutriti andando incontro a morte sicura;
    5° - I Diamanti Mandarini non sono buone balie con questo esotico;
    6° – Più sono i pulli di BDA nel nido (l’ideale sarebbe almeno 3) è maggiori sono le possibilità che la nidiata cresca a dovere;
    7° - Dopo una settimana circa, verificando la crescita dei BDA, si è quasi sempre in grado di prevedere se il tutto andrà a buon fine o se ci saranno risultati nefasti;
    8° - I giovani BDA raggiungono l’autonomia molto presto (25-35 giorni) ma se non si è sicuri sulla loro adeguata autonomia non bisogna separarli dai genitori prima dei 40 giorni.

    Spero di non avervi annoiato, ma ho scritto tutto questo al solo scopo di portare a tutti la mia esperienza nella speranza che possa risultare utile ad altri appassionati che vogliono avvicinarsi a questo affascinante esotico, senza naturalmente avere la pretesa che ciò che è successo a me vada come regola per tutti.
    P.S. Ovviamente per chi ha coppie che allevano in purezza il problema balie non esiste, i pulli di BDA presenteranno sempre un gozzo stracolmo e cresceranno alla velocità della luce.

  2. #2
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    Ottimo articolo Japan, ben scritto e dettagliato.
    Grazie per aver condiviso la tua esperienza di allevamento con questo piccolo estrildide.
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  3. #3
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    ho letto l'articolo tutto di un fiato ,grazie per il tuo contributo che è molto dettagliato e a mio parere molto ben fatto.

  4. #4
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    La naturalezza e la semplicità con cui racconti il comportamento e l'allevamento di questo piccolo esotico, in un certo qual modo stimola la voglia di provare.....
    Articoletto davvero godibile e molto curato.
    Complimenti.


    ROE - A.O.E. 016 - F.E.O.0016SV 085AIAP 26

  5. #5
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    Grazie a tutti, la voglia di scrivere qualcosa su questo, per me affascinante, "piccolo africano", mi e' derivata dagli insuccessi della passata stagione, dove, per le poche informazioni trovate sul web, ho visto morire parecchi piccoli Bda, e questo soprattutto per la errata convinzione che bastasse "fare" come con gli altri esotici, ....ma purtroppo non era cosi!
    Si e' resa allora necessaria una sorta di sperimentazione personale che, accompagnata da qualche intuizione e un po' di buon senso, mi ha portato finalmente a vedere dei bei pulletti crescere forti e salutivi.
    Credo che ci sia sempre qualcosa da imparare nella vita, e donare le proprie esperienze al fine di essere d'aiuto ad altri (...in questo caso al fine di salvare tanti indifesi uccellini...) e' quasi un dovere.
    Quest'anno ho iniziato per esempio con I Gould, e se non avessi letto tante delle cose scritte da Fabio M., da Paride, o da tanti altri allevatori , credo che ci sarebbe stato il serio rischio di dover seguire lo stesso difficile percorso che ho avuto con I Bda.
    A tal proposito mi ha colpito come, a differenza dei becchi d'argento, I gould riescano a farsi riempire I gozzi dalle balie all'inverosimile , ...e come chiamano i genitori dentro il nido facendo un gran chiasso! ....tutto l'opposto dei bda, che, aprendo l'enorme bocca, aspettano silenziosamente (almeno nei primi 10 giorni) che qualcuno si decida a dargli da mangiare...
    Tutti questi discorsi racchiudono comunque tutto il fascino che ha e avra' sempre la "Natura" e lo studio ornitologico nello specifico.
    Ultima modifica di Japan; 04-11-13 a 22: 46

  6. #6
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    Un'ultima cosa la vorrei aggiungere, la mia esperienza di allevamento coi BDA mi ha insegnato che se esistono regole più o meno assodate sull'alimentazione e sul mantenimento di molti esotici, lo stesso non può essere detto nella ricerca dell'allevamento in purezza.
    Molte sono infatti le variabili legate a questo aspetto, non tutte controllabili e modificabili.
    Proprio per questo si leggerà sempre di allevatori che sostengono che Codalunga, Bichenow, Zebrati, ecc., siano esotici impossibili da allevare in purezza, mentre tanti altri diranno e dimostreranno che questo non è vero, riuscendo tranquillamente ad allevare senza balie.
    Ultima modifica di Japan; 05-11-13 a 06: 10

  7. #7
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    Ciao Japan.....dall'esperienza della scorsa stagione, mi sento di affermare che D. ruficauda e D. zebrato si possono allevare in purezza, anche in normali gabbie da cova di 55 cm.
    Addirittura la coppia di zebrati mi ha baliato una nidiata di D. codalunga, e quella di ruficauda, nella seconda covata, ha proseguito lo svezzamento dei nidiacei nonostante li abbia spostati in una gabbia più piccola (50 cm) prima dell'involo, portando avanti un loro figlio legittimo ed un pullo di D. mandarino.
    Questo vuol dire che anche le specie ritenute più difficili possono rivelarsi eccellenti nutricatori.
    D'altronde fino a qualche anno fa sembrava impossibile allevare i D. di Gould in purezza......da ottobre li ho messi in riproduzione, su 20 coppie 18 stanno covando, e per alcune sono già iniziate le schiuse.
    Ma scusami, non volevo rubarti la scena!!!!
    Volevo piuttosto dare una mia interpretazione sul comportamento dei pulli di becco d' Argento, rispetto a quelli di D. di Gould.
    I Gould in natura nidificano nel cavo degli alberi di eucalipto, e per raggiungere la camera da cova devono attraversare cunicoli particolarmente lunghi anche diverse decine di centimetri, ne deriva che i piccoli si trovano al buio e in profondità, e per questo la natura li ha dotati di un forte richiamo, e di papille iridescenti, tutti mezzi atti a richiedere e ricevere l'imbeccata.
    Probabilmente per i BdA sarà totalmente l'inverso, anzi avranno adottato un comportamento mimetico e poco rumoroso, magari per via dei luoghi in cui nidificano, o per il tipo di nido che costruiscono.
    D'altronde anche la loro livrea non è certo appariscente come quella dei Gould, anzi è molto mimetica, e ci sarà sicuramente un motivo.
    RNA - 442X - RAE - 0487



  8. #8
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    Sicuramente Fabio hai ragione, ma purtroppo quello che in natura per I Bda e' una salvezza, nell'allevamento con le balie diventa un grosso problema.
    Secondo me per ogni esotico bisognerebbe individuare le condizioni ideali per avere la purezza, con I Gould si ci e' arrivati( gabbia adeguata, nidi profondi e bui, alimentaione corretta,ecc), con altri esotici si va ancora a tentoni, e molto dipende dalla predisposizione dei singoli soggetti.

  9. #9
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    Questa è una foto di oggi dei 3 Bda che stanno crescendo sotto le balie, ...finalmente il gozzo appare pieno, e si sente anche il loro richiamo, ...a questo punto, dopo 8 giorni di vita, se non succede nulla di nuovo, dovrebbero farcela!


  10. #10
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    Io ho una coppia e per 2 volte mi hanno fatto le uova ma alla prima covata li hanno abbandonate mentre alll seconda non hanno covato proprio finché la femmina non ha deposto l'ultimo uovo e si è messa covare. Risultato: mi è nato un solo piccolo.
    Ho notato che mangiano molto l'osso di seppia

    Il perchè non metto nella mia firma i Birdboard e i team supporter? Per quanto ne supporti (tutti), non basterebbe questo spazio.

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