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Discussione: Diamanti del gould: Colombi da carne o colombi viaggiatori??!?!?!

  1. #1
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    Diamanti del gould: Colombi da carne o colombi viaggiatori??!?!?!

    Ragazzi apro questo nuovo treand per porre alcune domande in merito al diamante del gould!!
    Cercando gli ultimissimi soggetti per le mie future coppie riproduttrici mi imbatto su Facebook o altri siti di allevatori noti e meno noti ma pluripremiati, in soggetti che si potrebbero definire colombi da carne, di taglia grande ma anche GROSSA. mentre guardando la media di noi comuni mortali li vendo ben più esili e più slanciati.

    Considerando che nelle gare di bellezza si tende sempre ad andare ad aumentare considerevolmente la taglia secondo voi quelli di grossa taglia non sono troppo grossi e poco proporzionati rispetto al gould in natura?

    A voi ora alcune considerazioni e spiegazioni in merito. Io li apprezzo solo nel momento in cui devo aumentare la taglia dei miei soggetti per non andare a ridurre la taglia e mantenerla pià o meno buona, quindi qualche soggetto del genere lo apprezzerei e lo desidererei in allevamento visto che sto lavorando con coppie non consanguinee tra di loro (a parte una coppia FIGLIO x MADRE) ma soprattutto perchè le altre coppie son consanguinee perchè sto usando fratelli vari dei miei novelli nati l'anno scorso con altri soggetti non consanguinei tra di loro.

    Spero di esser stato chiaro!!
    "Abbia fede e troverà esauriente risposta a tutti i perchè, e tutte le prove saranno sopportabili, e il dolore si rivestirà di luce" P. Leopoldo

  2. #2
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    È un discorso che ho già affrontato altre volte.
    Spesso i soggetti di grossa taglia hanno qualche difetto, quindi, pur cercando di aumentare la robustezza della propria linea di Gould, non bisogna mai trascurare l'armonia delle forme e le proporzioni.
    Una cosa sono i soggei imponenti, un'altra quelli affetti da gigantismo, l'attuale tendenza espositiva è quella di preferire le tagli forti, ma a volte ho visto soggetti enormi con teste piatte, petti prominenti, schiena ingobbita, posizione "seduta" sul posatoio, e addirittura piumaggio sbuffante sui fianchi.
    Ovvio comunque che lo standard di bellezza non si ispiri al tipo selvatico (più aerodinamico, leggero, e specializzato nel volo), ma piuttosto ad una forma enfatizzata (rispondente ai canoni estetici umani).
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  3. #3
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    Il punto Fabio è proprio questo!! Che non ci si ispiri mai al selvaggio... sembra quasi che venga messo da parte per poi un domani doverci ritornare perchè ho notato anche con i personata che gli ancestrali erano andati persi e poi son ritornati indietro.
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  4. #4
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    E' cosi in tuttoi, si tende ad estremizzare per poi cercare di tornare indietro, è cosi anche nella cinofilia. Io nei gould preferisco il selvatico, piccoli,snelli e slanciati

  5. #5
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    Ormai per ancestrale si intende solo lo schema dei colori del fenotipo, più o meno corrispondente a quello dei soggetti selvatici. Ma dopo svariate decine di generazioni nate in cattività, volente o nolente, la corporatura dei soggetti domestici si differenzia da quella dei selvatici, non fosse altro che per la costante disponibilità di cibo e alla totale mancanza di selezione naturale.
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  6. #6
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    Dico la mia sul punto.
    Il problema è non eccedere.
    Se si leggono gli attuali standard italiani, e si guardano le schede grafiche allegate, si vede che la forma "tipo" del diamante di gould dovrebbe essere "a carota", cioè con il petto ampio, ma con il corpo che va rastremandosi verso la coda. Sulla testa non mi pare sia detto nulla riguardo alla forma, si parla solo del disegno della maschera e del becco, che si dice debba essere proporzionato alla testa. In generale, sulla struttura si dice che deve essere proporzionata.
    Ora, la questione è che tutti sono in grado di distinguere una taglia grossa, ma pochi afferrano intimamente il concetto di proporzione. Ho visto in diverse mostre gould grossi di corporatura con testa sfuggente. In quel caso mancano le proporzioni. Un gould grosso deve avere la testa proporzionata, cioè grossa e tondeggiante. Meglio uno un po' più piccolo ma con una testa di una bella forma e proporzionata al corpo.
    Pochi poi prestano attenzione allo "spadino" dei maschi, vale a dire le timoniere filiformi. Se troppo lunghe si piegano, ma se troppo corte rendono l'animale tozzo. Spesso a taglie grosse si accompagnano spadini proporzionalmente corti. E anche lì ritorna il discorso della proporzione.
    Ancora, con riguardo alla posizione sul posatoio, lo standard è chiaro "Posizione eretta (circa 50°) con il ventre ben sollevato dal posatoio". Se un gould è seduto sul posatoio è fuori standard. Idem se è troppo "sdraiato" o troppo "eretto".

    Veniamo poi al piumaggio. In natura il gould ha un piumaggio "intenso", vale a dire a piuma corta, dura e di colore brillante. In cattività ormai abbiamo tanti gould di piumaggio "brinato", ossia di piuma più vaporosa, lunga, ma che tende a perdere di colore all'estremità. Se la brinatura consente di far apparire un soggetto più "grosso" ha l'effetto opposto di peggiorare il colore, e quindi bisogna fare attenzione a non eccedere nemmeno lì, perchè se da un lato aumenta la taglia, dall'altro scade il colore, e nei maschi è più facile che si perda pure parte del disegno (filetto nero intorno alla testa).
    Basta applicare con oculatezza la vecchia regola degli allevatori di canarini dell' "intenso x brinato" o viceversa, e si può mantenere un equilibrio.

    D'altro canto, è innegabile che un animale in cattività con il tempo differisca innegabilmente dal selvatico, ed il primo aspetto è proprio la taglia, dovuta ad una alimentazione costante e più ricca, in particolare nelle fasi di imbecco, dove il tenore proteico raggiungibile con gli attuali pastoncini, moltiplicato per la quantità "ad libitum" che somministriamo rende più agevole ottenere taglie grosse.

    Quindi, soprattutto in un animale come il gould, nel quale non ci sono "razze" che fanno differire la forma da quella selvatica, l'obiettivo dell'allevamento in selezione dovrebbe essere quello di ottenere animali dalle giuste proporzioni, grazie alle quali un buon disegno ed un colore perfetto possano apprezzarsi al meglio. Se tutto questo porta anche ad un aumento - non eccessivo - della taglia, non guasta affatto.

    Se invece facciamo la fine del mastino napoletano attuale, ben diverso da quello dello Scanziani, vale a dire quello che nelle masserie vesuviane dei primi 60/70 anni del secolo scorso veniva definito "can 'e presa" , dove per giustificare gli eccessi gli allevatori si sono fatti modificare lo standard, avremo di sicuro problemi, come sono avvenuti con questa razza canina. Credo che Tony a questo si riferisca, quando parla di cinofilia.
    Salvatore Maione

  7. #7
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    Molto chiaro Salvatore!! Grazie mille!! Questo mi aiuta anche a cercare soggetti per il mio allevamento!!
    "Abbia fede e troverà esauriente risposta a tutti i perchè, e tutte le prove saranno sopportabili, e il dolore si rivestirà di luce" P. Leopoldo

  8. #8
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    Quote Originariamente inviata da smitaly Visualizza il messaggio
    Dico la mia sul punto.
    Il problema è non eccedere.
    Se si leggono gli attuali standard italiani, e si guardano le schede grafiche allegate, si vede che la forma "tipo" del diamante di gould dovrebbe essere "a carota", cioè con il petto ampio, ma con il corpo che va rastremandosi verso la coda. Sulla testa non mi pare sia detto nulla riguardo alla forma, si parla solo del disegno della maschera e del becco, che si dice debba essere proporzionato alla testa. In generale, sulla struttura si dice che deve essere proporzionata.
    Ora, la questione è che tutti sono in grado di distinguere una taglia grossa, ma pochi afferrano intimamente il concetto di proporzione. Ho visto in diverse mostre gould grossi di corporatura con testa sfuggente. In quel caso mancano le proporzioni. Un gould grosso deve avere la testa proporzionata, cioè grossa e tondeggiante. Meglio uno un po' più piccolo ma con una testa di una bella forma e proporzionata al corpo.
    Pochi poi prestano attenzione allo "spadino" dei maschi, vale a dire le timoniere filiformi. Se troppo lunghe si piegano, ma se troppo corte rendono l'animale tozzo. Spesso a taglie grosse si accompagnano spadini proporzionalmente corti. E anche lì ritorna il discorso della proporzione.
    Ancora, con riguardo alla posizione sul posatoio, lo standard è chiaro "Posizione eretta (circa 50°) con il ventre ben sollevato dal posatoio". Se un gould è seduto sul posatoio è fuori standard. Idem se è troppo "sdraiato" o troppo "eretto".

    Veniamo poi al piumaggio. In natura il gould ha un piumaggio "intenso", vale a dire a piuma corta, dura e di colore brillante. In cattività ormai abbiamo tanti gould di piumaggio "brinato", ossia di piuma più vaporosa, lunga, ma che tende a perdere di colore all'estremità. Se la brinatura consente di far apparire un soggetto più "grosso" ha l'effetto opposto di peggiorare il colore, e quindi bisogna fare attenzione a non eccedere nemmeno lì, perchè se da un lato aumenta la taglia, dall'altro scade il colore, e nei maschi è più facile che si perda pure parte del disegno (filetto nero intorno alla testa).
    Basta applicare con oculatezza la vecchia regola degli allevatori di canarini dell' "intenso x brinato" o viceversa, e si può mantenere un equilibrio.

    D'altro canto, è innegabile che un animale in cattività con il tempo differisca innegabilmente dal selvatico, ed il primo aspetto è proprio la taglia, dovuta ad una alimentazione costante e più ricca, in particolare nelle fasi di imbecco, dove il tenore proteico raggiungibile con gli attuali pastoncini, moltiplicato per la quantità "ad libitum" che somministriamo rende più agevole ottenere taglie grosse.

    Quindi, soprattutto in un animale come il gould, nel quale non ci sono "razze" che fanno differire la forma da quella selvatica, l'obiettivo dell'allevamento in selezione dovrebbe essere quello di ottenere animali dalle giuste proporzioni, grazie alle quali un buon disegno ed un colore perfetto possano apprezzarsi al meglio. Se tutto questo porta anche ad un aumento - non eccessivo - della taglia, non guasta affatto.

    Se invece facciamo la fine del mastino napoletano attuale, ben diverso da quello dello Scanziani, vale a dire quello che nelle masserie vesuviane dei primi 60/70 anni del secolo scorso veniva definito "can 'e presa" , dove per giustificare gli eccessi gli allevatori si sono fatti modificare lo standard, avremo di sicuro problemi, come sono avvenuti con questa razza canina. Credo che Tony a questo si riferisca, quando parla di cinofilia.
    Esattamente Salvatore, prendevo d'esempio proprio il povero mastino.
    Per quanto riguarda i Gould allevando canarini di colore spero proprio che non si arrivi ad avere una netta distinzione tra intenso e brinato perche davvero i brinati li trovo contro ogni logica, ci manca solo avere problemi di lumps pure con i gould o creare dei mostri come alcuni canarini di forma e posizione per cui bisogna usare le balie perche non sono in grado di allevare ne di covare.

  9. #9
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    bellissima discussione. Anche io mi sono fatto molte domande (insieme al mio amico Luca) vedendo spesso gould di linee di sangue di campioni di taglia grossa come piccioni, per poi imbattermi in internet e vedere gould di un famoso allevatore cubano belli slanciati e proporzionati.. Questo mi ha fatto pensare un bel po su quale sia la giusta forma del nostro amato esotico.. Concordo comunque sulla speigazione di Salvatore che la proporzione la deve fare da padrone con un occhio di riguardo ovviamente ai colori che nel gould non possono passare in secondo piano nei confronti della stazza.

    essendo anche un appassionato di cani,Mi avete incuriosito anche sul mastino napoletano .. anche con questa razza si è ecceduto sulla stazza a scapito di altre caratteristiche?
    RAE P66

  10. #10
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    Purtroppo, come già successo per altre specie, spesso avviene che le Commissioni Tecniche modifichino gli standard in base ai risultati ottenuti da alcuni allevatori, anche su loro specifica richiesta, ma così facendo si agevola solo un certo tipo di allevamento ed un certo tipo di "mercato", per cui solo pochi personaggi del "giro giusto" riescono a vincere, e soprattutto a piazzare a prezzi molto elevati i loro "campioni".
    Ad esempio ciò avviene per gli Ondulati di forma e posizione, per i quali dettano legge alcuni allevatori del nord Europa, per i quali si è estremizzato lo standard, e sicuramente lo stesso succede per alcune razze di canarini, in cui le nuove razze spuntano come i funghi e si creano standard appositi.
    Purtroppo è la dura (e spesso sporca) legge del mondo espositivo, dove sempre più spesso si premia il cognome degli espositori, e non i soggetti esposti.
    Potrebbe starci a livello economico, ma è deplorevole a livello selettivo.
    Ho la netta impressione che ciò stia avvenendo anche per il Diamante di Gould, dove una ristretta cerchia di tecnici/filosofi è arroccata sulle proprie posizioni, e tende ad ignorare o a sminuire tutto ciò che avviene al difuori dei loro allevamenti, o di quelli dei loro amici.
    Sono polemico?
    Si decisamente!!!!
    La discussione aperta da Salvatore, sullo studio della mutazione verde mare o avorio, è di un livello molto alto, ma purtroppo ha il "difetto" di essere nata su questo forum, e di essere stata ampliata da allevatori di "basso rango". Per questo viene ignorata dal gotha degli allevatori di cui sopra.
    RNA - 442X - RAE - 0487



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