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Discussione: Lettiera di cocco nel nido per ondulati

  1. #1
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    Lettiera di cocco nel nido per ondulati

    Buongiorno,
    Ho letto recentemente un articolo dell'allevatore di ondulati Richard Miller
    Lo scritto descriveva l'esperienza dell'autore dopo aver utilizzato una lettiera di fibre di cocco nei nidi, al posto del solito truciolato o tutolo di mais.
    Questo substrato, dovrebbe avere lo scopo di imitare il fondo marciscente dei nidi naturali, trattenendo l'umidità e garantendo una maggiore schiusa.

    Secondo Miller, da questo nuovo materiale scaturirebbero molti vantaggi, tra cui:
    1) le femmine gradisco il riempimento, non scavano nel materiale rischiando di rompere le uova o danneggiare i pulli
    2) potere assorbente eccezionale, ancor migliore della tradizionale argilla
    3) percentuale di schiusa più elevata
    4) grazie alla consistenza del biococco non si rende necessaria una conca sul fondo del nido.

    Dalle prossime cove, comincerò a utilizzare il cocco nei nidi di ondulati e parrocchetti di piccola taglia, del resto è abbastanza reperibile ed economico (viene venduto in sacchi da 30 kg come materiale assorbente per il bestiame da allevamento).

    Qualcuno ha esperienze in merito o delle opinioni al riguardo?


  2. #2
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    Ciao io uso il biococco con le amazzoni e alcune specie di conuri e devo dire che mi trovo molto bene.
    Come hai detto tu, è un materiale particolarmente assorbente, trattiene l'umidità e garantisce una migliore schiusa.

    Gli ondulati non li ho mai allevati, ma da quello che ho sentito dire sono uccelli provenienti da zone desertiche: non credo richiedano molta umidità nel nido.
    Lascio la parola agli esperti di questo parrocchetto.
    Andrea Calanco


  3. #3
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    Esattamente...il mio problema è proprio l'eccessiva umidità nei nidi, tanto che nelle covate autunnali o primaverili troppo anticipate la percentuale di schiusa è molto bassa. Ho risolto in parte mettendo i nidi a partire da Aprile ed utilizzando come fondo il tutolo di mais, visto che il truciolo dopo un po' diventa umido; in più ho trovato una tipologia di nidi forati sia sulle pareti che sul fondo, nonostante quando ci siano i pulli dentro si formi comunque della condensa e devo cambiare spesso il materiale di fondo. Poi ovviamente ci può essere il caso di qualcuno che abbia il problema opposto, e quindi il consiglio della fibra di cocco (o anche di semplice terra o torba, come ho visto usare per altre specie) è la soluzione migliore, ma credo comunque che i pappagallini ondulati abbiano bisogno di molta meno umidità rispetto ad altre specie di psittacidi proprio per il loro particolare adattamento alle regioni aride dell'entroterra australiano, e le loro necessità non sono cambiate più di tanto in poco più di un secolo di vita captiva...
    Leo



    Uccello in gabbia, o canta per amore, o canta per rabbia...

  4. #4
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    È probabile che gli ondulati non necessitino di un tasso di umidità particolarmente alto. ma non dimentichiamoci che in natura si riproducono in concomitanza della stagione delle piogge, e che nidificano nel cavo degli alberi di eucalipto, dove scavano e raschiano col becco per ricavare la camera di cova.
    Quindi non credo che le condizioni di nidificazione siano particolarmente aride.
    RNA - 442X - RAE - 0487



  5. #5
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    Salve,
    Io ho usato il biococco con i Rossella: le femmine sono soliti pulire il nido dal materiale che mettiamo sul fondo, per evitare che assorba l'umidità necessaria per la schiusa.
    Il cocco invece, è stato accettato di buon grado, il che mi fa dedurre che questo materiale abbia caratteristiche ben diverse rispetto al truciolato.
    Gli ondulati non li ho mai allevati, ma facendo un parallelo con le Rosselle (entrambi australiani, entrambi amano covare sul legno nudo, entrambi nidificano durante la stagione delle piogge) penso che possa risultare utili anche con questi parrocchetti.

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