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Discussione: Info acquisto parrocchetti barrati

  1. #1
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    La bandiera di Comrado


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    Info acquisto parrocchetti barrati

    Dovrei riempire un gabbione da 150*55*85 e ero orientato sull'acquisto di parrocchetti barrati.
    Ho fatto un giro per qualche mostra o mercato di uccelli esotici, ma tutti i soggetti che ho visto mi sembravano troppo impallati, con il piumaggio arruffato e molto spaventati.
    Non so se questa sia una peculiarità dei barrati, il fatto che assumono questa postura durante le esposizioni a causa dello spavento (forse per l'eccessiva timidezza), ma alla fine ho sempre rinunciato all'acquisto. Non so, forse voi saprete chiarirmi le idee....
    I soggetti però costavano molto poco: 40 € la coppia è stata la quotazione più comune: è giusto come prezzo di mercato?
    Qui vicino, a casa mia c'è un ragazzo che ne ha una coppia riproduttiva di 5 anni e un giovane novello 2016, tutti in vendita: è molto bella e si riproduce bene, però non mi piacciono come mutazioni visto che vorrei avere una coppia ancestrale, almeno per cominciare.
    In ogni caso una coppia di questa età per quanto tempo potrà ancora riprodurre?
    Poi vorrei chiedervi un parere riguardo ad alcune informazioni che ho raccolto sul loro allevamento: è vero che necessitano di luce artificiale in inverno e di essere sterminati almeno 2 volte l'anno? Sono molto sensibili a malattie del genere?
    Infine l'alimentazione: ho sentito parlare della necessità di molto cibo umido... quindi è meglio evitare i semi secchi?
    Scusate se ho fatto troppe domande e ringrazio in anticipo.
    Ultima modifica di Comrado; 29-09-16 a 22: 36

  2. #2
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    Cercherò di rispondere a tutte le tue domande.

    Non è una peculiarità dei parrocchetti barrati quella di rimanere impallati durante le esposizioni: è anche vero che appaiono particolarmente sensibili allo stress, ma non tanto da rimanere similmente traumatizzati.
    Cerca un buon allevatore nella tua zona, visita il suo allevamento e osserva le sue modalità di mantenimento degli esemplari: solo e solamente se i soggetti ti convinceranno, potrai procedere con l'acquisto di una coppia.

    Il prezzo più oppurto per una coppia di barrati corrisponde a, come da te citato, 40-50€ per coppia; alcune mutazioni possono rivelarsi più costose, ma in linea generale i mutati verdi e blu con i rispettivi fattori scurenti costituiscono la base della piramide.
    In commercio è possibile reperire alcune coppie cedute per 70-80€, ma sinceramente, considerata la buona prolificità di questi animali, mi pare in oltremodo eccessivo.
    Ovviamente se deciderai di rivolgerti a commercianti o negozianti, non dovrai certo aspettarti quotazioni modiche.

    I barrati non sono vecchi a 5 anni, al contrario questa è l'età in cui incominciano a riprodursi di buona lena, sfornandoti anche 8-9 uova ogni covata.
    Se ben tenuti e non troppo stressati, i lineola continuano a covare fino a 10-12 anni d'età, senza alcun problema.
    Occorre però accertarsi che siano stati messi in cova dopo i 2 anni d'età: è vero che i barrati sono già fertili ad 9 mesi, ma se vengono messi in riproduzione troppo presto, il loro organismo presenterà maggiori affaticamenti e si dimostrerà inadatto alla procreazione con qualche anno d'anticipo.

    Fai bene a preferire i verdi comuni: oltre per la questione protezionistica che ormai tutti dobbiamo considerare dopo la chiusura delle importazioni, vi è anche una componente estetica: dopo aver ammirato i bellissimi ancestrali, tanto affascinanti così come l'evoluzione li ha plasmati, in confronto gli individui mutati (con le loro tonalità verde-marcio e azzurrognole) non mi sembrano altro che delle gran sofisticazioni e artifici di mano umana, quasi fossero pompati col colorante e tenuti in vita contro natura.
    Ai miei occhi sono solo assurdi scherzi della natura, semplici difetti, così come lo sarebbe una malformazione genetica: quando nascono dei mutati li svendo per prezzi stracciati... che valore volete che abbiano dei soggetti così?

    Forse mi chiedi se devono essere sverminati?
    No, non ce nè bisogno; anche se sono sensibili alla verminosi è sufficiente mantenere una buona igiene degli alloggi: in tanti anni non ho mai avuto problemi.
    I semi secchi puoi fornirli di certo, ma cerca di integrare con molti vegetali freschi, germogli, legumi bolliti e ammollati, frutti e via dicendo: come tutti i pappagalli neotropicali richiedono un'alimentazione essenzialmente umida.
    Personalmente fornisco le granaglie secche solo di inverno e durante il riposo, evitandole o riducendole di molto durante la riproduzione e la stazione calda.

  3. #3
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    Ciao, condivido tutto quello che ha detto Enzo.
    Io i barrati li ho allevati in colonia, minino una voliera 2x2 m, con tre coppie e un numero dei nidi doppio.
    Quando possibile, sono solito imboscare le voliere nei canneti di bambù, notando un notevole miglioramento nei risultati d'allevamento: le coppie si sentono più protette e, oltre a riprodurre con più facilità, si riduce oltretutto la possibilità che le uova vengano distrutte in caso di spavento da parte della femmina (in effetti si tratta di un incidente non così raro con i barrati)
    Di fatto, i Bolborynchus in natura sono soliti frequentare le foreste di bambù.

    Da qualche anno riproduco anche i lineola tigrinus che ho reperito da un allevatore in Slovacchia: personalmente li preferisco ai lineola lineola e, a mio avviso, sono anche più prolifici.
    L'unica ragione per cui sono rari in cattività risiede nello scarso tasso d'importazione avvenuta in passato.

    Non credo che in Umbria ci siano molti ornicoltori che riproducono un buon numero di coppie di barrati; al contrario, in Lazio e toscana conosco allevatori... se vuoi posso inviarti qualche contatto in privato.

  4. #4
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    Sono andato a vedere i soggetti che vi dicevo, ma non mi sono piaciuti perché hanno il becco e la cera particolarmente rovinati.
    Credo che andrò alla ricerca di soggetti giovani.
    Non sapevo che potessero vivere in colonia, nel mio gabbione ci posso mettere due coppie?

  5. #5
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    Il tuo gabbione è appena sufficiente per una coppia, meglio non andare a sovraffollare perché i barrati sono molto sensibili allo stress.
    Se vuoi tentare la colonia ti consiglio una volieretta da 3 metri x 1 (di base), ove inserire non più di tre coppie.
    Un conoscente ne aveva alloggiate 4 anche in una 2x2 e si erano riprodutti discretamente.

    Per quanto riguarda la condizione dei due soggetti, è possibile ipotizzare che siano affetti da scabia, a cui i barrati sono particolarmente sensibili.

  6. #6
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    Ok, capito.
    Mi date una mano ad imparare a riconoscere il sesso con più felicità?
    Perché tuttora mi sembra un'impresa veramente "ardua"...

  7. #7
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    Quando li allevavo, era davvero un'impresa ardua ma poi confrontando sempre il fenotipo della coppia, riesci a farci l'occhio ed a riconoscerli.

    Ho cominciato a riconoscere il maschio dalle penne centrali delle timoniere che presentano una banda nera più larga rispetto alla femmina. Poi ho cominciato a distinguerlo dalla maggiore estensione del colore nero sulle scapole e dalla barratura che è più scura rispetto alla femmina.
    Anche i novelli, già dal momento dell'implumazione, sono riconoscibili poichè mantengono queste caratteristiche.

    Per le varietà Lutino e Cremino, che non presentano barrature, bisognerà ricorrere ad un laboratorio.

    Spero che possano servire:

    un novello cobalto ma da qui non distinguibile,




    ... maschietto .


    ROE - A.O.E. 016 - F.E.O.0016SV 085AIAP 26

  8. #8
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    Ottima spiegazione!
    Con ancestrali e blu non ci sono problemi nel riconoscimento, ma con le mutazioni che influiscono sulla melanina (anche parziale) credo sia meglio non affidarsi a metodi oculari.
    Anche a me, quando nascono alcuni mutati, preferisco farli sessare molecolarmente.

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