Anche quest'anno nella sezione Editoriali dell’A.O.E. “”Nuovo Calendario 2022“” a disposizione gratuita per tutti gli amici del Forum - Buon 2022 a tutti
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Discussione: Pulizia nidi pappagalli

  1. #1
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    Pulizia nidi pappagalli

    Salve a tutti gli amici del forum, la stagione 2015-2016 è ormai conclusa, mi chiedevo quale metodo siete soliti utilizzare per pulire i nidi e risistemarli per il prossimo anno.
    Si possono lavare, oppure basta disincrostarli, o addirittura cambiate la tavola di fondo?
    Voi che fate?

  2. #2
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    Il procedimento da eseguire risulta differente in base alla specie in considerazione, la numerosità delle nidiate e la tipologia di legname adoperata per la realizzazione della cassetta.

    Innanzi tutto occorre assicurarsi di non arrecare disturbo ai nostri animali, poiché buona parte degli Psittacidi caratterizzati da abitudini sedentarie - i cosiddetti «pappagalli di foresta» - usufruiscono del nido come riparo notturno nel corso dei mesi più freddi ed - in tal caso - nella stagione corrente, una rimozione dello stesso per esigenze di manutenzione potrebbe arrecare inutile stress ai riproduttori, in particolar modo se la temporanea interferenza sul sito di cova verrà interpretata come una violazione alla sicurezza della struttura.
    In simili situazioni resta preferibile procedere all'igienizzazione dell'alloggio durante i mesi estivi, quando il carico batterico batterico si rivelerà più elevato e - al contempo - le operazioni di pulizia saranno più agevoli e veloci.

    Conclusa questa breve premessa, passo a descrivere le mie modalità di lavaggio: innanzi tutto, svuoto la cassetta dai resti del substrato, escrementi ed altri corpi estranei che novelli e genitori hanno prodotto.
    In seguito, se noto la presenza di feci o grumi di sporcizia non ancora essiccati, mi preoccupo di posizionare la struttura al sole per il tempo di qualche ora: solo quando le pareti interne di riveleranno sufficientemente asciutte, potremo procedere con la raschiatura delle superfici, per mezzo di una spazzola metallica o spatola dalle setole dure.

    Il lavaggio in acqua rappresenta una prassi più delicata, in quanto potremmo rischiare di danneggiare irreversibilmente il legno.
    Personalmente, per ovviare al problema, adopero compensato di Pino marino per la realizzazione dei miei nidi, assolutamente resistente ed inattaccabile dall'acqua: forte di tale vantaggio, in aggiunta alla procedura sopra riportata, lavo gli alloggi in una vasca di acqua e candeggina, strofinando le superfici con una spugna.
    Dopo un'abbondante risciacquo, affido l'asciugatura al calore solare; in caso di comune compensato, potremo avvalerci solamente di un veloce lavaggio per rimuovere la polvere.

    I nidi meglio puliti e mantenuti possono rimanere utilizzabili per numerosi anni, senza alcun rischio per riproduttori e prole.
    Ovviamente, se alleviamo specie un po' più «particolari», caratterizzate da feci particolarmente acquose o dalla necessità di substrato umido per conseguire la schiusa, potremo valutare la sostituzione di alcune pareti del nido.
    Un ottimo espediente può essere rappresentato dall'utilizzo di doppi fondi o cassettini estraibili, che renderebbe più agevole il rinnovo della struttura.
    Saluti,
    Luca Marani.



    Il mio sito: allevamentomarani.jimdo.com

  3. #3
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    Grazie della spiegazione accurata.
    Per caso tiieni anche dei nidi di "riserva", da sostituire nel caso gli attuali modelli si rivelassero troppo rovinati?
    Queste riserve devono essere per forza uguali ai nidi precedenti? Nel senso: è possibile cambiare tipologia di nido ad una coppia già esperta?

  4. #4
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    Teoricamente non dovresti riscontrare problemi rilevanti, del resto ciascuna coppia è solita «personalizzare» il proprio sito riproduttivo ad ogni stagione cove, rimodellando il foro d'ingresso od eventuali uscite secondarie e riassettando il materiale di substrato.

    Detto ciò, nonostante sia possibile apportare ristetti miglioramenti, è bene ricordare che resta preferibile non rivoluzionare il micro-ambiente caratteristico di un riproduttore già esperto e collaudato, soprattutto se abbiamo a che fare con specie particolarmente schive e sedentarie.

    Personalmente non mantengo alcuna «riserva» di cassette-nido, poiché sono solito assemblare autonomamente un nuovo alloggio in caso di necessità.
    Saluti,
    Luca Marani.



    Il mio sito: allevamentomarani.jimdo.com

  5. #5
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    Ti ringrazio per la prontezza: efficace come sempre!

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