Altro nuovo editoriale dal titolo "IL CANARINO - Piccola guida all'acquisto e alla detenzione" a disposizione gratuita per tutti i nostri utenti nella sez. Editoriali A.O.E. all'interno della "Nuova Segreteria AOE"
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Discussione: Qui e la....

  1. #1
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    Qui e la....

    Avvoltoio reale
    Nome scientifico:Sarcoramphus papa
    Longevità:30 anni (in cattività)
    Peso:3,4 kg
    Rischio estinzione:Minima preoccupazione (in diminuzione)
    Categoria tassonomica:Specie
    Classificazione superiore:Sarcoramphus

    L'avvoltoio reale, è un grande uccello dell'America Centrale e Meridionale con una apertura alare che varia da 1,2 a 2 metri.
    Può volare ore ed ore senza stancarsi, battendo le ali di tanto in tanto, risparmiando energie da dedicare alla ricerca di cibo. Grazie alle sue abitudini alimentari cioè consumando carcasse e resti di animali morti, previene il diffondersi di malattie.
    La leggenda vuole che sia stato il popolo Maya a dare il nome alla specie diffusa nell’America Centrale e Meridionale, che considerava l’uccello un re in grado di condurre messaggi tra gli umani e gli dei.




    Paradisea superba
    La paradisea superba è un uccello passeriforme della famiglia Paradisaeidae, unica specie del genere Lophorina Vieillot, 1816.

    Nome scientifico:Lophorina superba
    Rischio estinzione:Minima preoccupazione (stabile)
    Categoria tassonomica:Specie
    Ordine: Passeriformi
    Classificazione superiore:Lophorina
    Questo uccello dalle piccole dimensioni ha una particolarità che lo rende davvero unico: visto frontalmente, assorbe il 99,95% di luce solare. Si differenzia dalle altre specie anche per comportamento, così come nelle vocalizzazioni e nella danza di corteggiamento che può ipnotizzarti con il suo aspetto insolito.
    In questa specie maschi e femmine sono diversi per forma e dimensioni.




    Ibis eremita
    L'ibis eremita è un uccello pelecaniforme della famiglia dei Treschiornitidi. È una specie in pericolo di estinzione. Un tempo la specie era piuttosto diffusa lungo le zone rocciose e le scogliere di Europa meridionale, Medio Oriente e Nordafrica.
    Nome scientifico:Geronticus eremita
    Peso:1,2 kg (adulto)
    Rischio estinzione:Critico (in diminuzione)
    Categoria tassonomica:Specie
    Classificazione superiore:Geronticus
    Specie: Geronticus eremita



    Nota particolare: avvistato a Belluno un raro Ibis Eremita, l'uccello sacro degli Egizi



    Bucerotidi
    I bucerotidi sono una famiglia di uccelli appartenenti all''ordine Bucerotiformes, dall'aspetto variopinto e con un grosso becco curvo che vivono nelle zone tropicali e sub-tropicali dell'Africa e dell'Asia.

    Il nome bucerotide si riferisce alla forma del loro becco, molto simile al corno di un bue.
    Nome scientifico:Bucerotidae
    Famiglia: Bucerotidae; Rafinesque, 1815
    Categoria tassonomica:Famiglia
    Classificazione superiore:Bucerotiformes
    Lunghezza:Buceros bicornis : 95 – 120 cm.
    Peso: Buceros bicornis: 2,8 kg – Bucorvo di Leadbeater: 3,8 kg,

    Sono onnivori e possono mangiare frutta, insetti e persino piccoli animali; a causa della loro lingua corta, non possono ingoiare cibo ed è per questo che lo lanciano in gola con un colpo di testa.

    I Bucerotidi hanno 2 caratteristiche specifiche; la prima è che i loro muscoli del collo sono molto forti poiché devono sostenere un lungo e pesante becco ed inoltre, questi uccelli che sono gli unici con le ciglia, hanno una visione binoculare in quanto il grande becco costituisce un ostacolo visivo; risvolto positivo consiste nel fatto che potendolo vedere, riescono ad utilizzarlo con grande precisione.


    Rupicola
    Rupicola Brisson, 1760 è un genere di uccelli passeriformi della famiglia Cotingidae.
    Nome scientifico:Rupicola
    Peso:Galletto di roccia della Guiana: 190 g
    Categoria tassonomica:Genere
    Classificazione superiore:Cotingidae

    La specie Rupicola, dell'America meridionale a nord dell'Argentina comprendente due specie dette comunemente galletti di roccia, per l'abitudine di intrattenersi sui roccioni durante il riposo e il corteggiamento. Si possono trovare nelle zone rocciose tropicali e subtropicali.
    I maschi sono magnifici grazie alle loro prominenti creste a ventaglio utili per attrarre le femmine. Nel periodo di accoppiamento, i maschi iniziano a mostrare il loro piumaggio colorato facendo vari richiami. Dopo l’accoppiamento, la femmina diventa indipendente: fa un nido in un’area rocciosa e da sola si prende cura delle uova.




    Condor delle Ande (Vultur gryphus)
    Il condor delle Ande è un uccello dell'ordine Accipitriformes appartenente alla famiglia dei Catartidi.
    Nome scientifico:Vultur gryphus
    Lunghezza: 100 – 130 cm (adulto)
    Ordine: Accipitriformes
    Famiglia:Cathartidae
    Peso: 7,7 – 15 kg
    Rischio estinzione:Prossimo alla minaccia (in diminuzione)


    Il condor delle Ande con un’apertura alare di oltre 3 m è considerato il più grande uccello volante del mondo ed è anche il più grande rapace. Il peso di questo uccello può raggiungere i 15 kg e può raggiungere l’altezza di 1,2 m. Nonostante le grandi ali, non sono grandi volatori a causa del loro peso elevato.
    È interessante notare che questi uccelli producono solo un uovo ogni 2 anni e il periodo di incubazione dura 54-58 giorni.


    Nyctibius
    I potoo sono un gruppo di uccelli passeriforme legati ai nightjars e ai frogmouth. A volte vengono chiamati “poveri me” a causa delle loro chiamate ossessive.
    Nome scientifico: Nyctibius
    Categoria tassonomica: Genere
    Ordine: Caprimulgiformes
    Classificazione superiore: Nyctibiidae
    Famiglia:Nyctibius; Jean Charles Chenu & Marc Athanase Parfait (Eillet Des Murs, 1851)
    Regno: Animale



    I Nyctibius sono uccelli notturni che vivono nell’America centrale e meridionale. Durante il giorno non volano ma rimangono eretti su tronchi d’albero cercando di mimetizzarsi.


    Grazie al loro piumaggio assomigliano a veri ceppi e se individuano un potenziale pericolo adottano una posizione di “congelamento” che assomiglia ancora più ad un ramo spezzato. Il movimento di transizione è molto graduale e difficilmente percepibile dall’osservatore.


    ROE - A.O.E. 016 - F.E.O.0016SV 085AIAP 26

  2. #2
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    certo che alla natura non manca la fantasia...
    alcune specie sono bellissime, altre .... orridamente belle !
    un saluto, Sara - RAE 0033 - SV401


    Adelante por los sueños que aún nos quedan
    adelante por aquellos que están por venir


  3. #3
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    Cuculo di terra di Sumatra (Carpococcyx Viridis)
    Il cuculo terragnolo di Sumatra è un uccello della famiglia Cuculidae.
    Nome scientifico: Carpococcyx viridis
    Categoria tassonomica: Specie
    Ordine: Cuculidi
    Classificazione superiore: Carpococcyx
    Regno: Animale

    The Sumatran Ground Cuckoo (Carpococcyx Viridis) è un uccello grande circa 55 centimetri di lunghezza, è una specie di cuculo terrestre che vive nelle foreste dell'isola indonesiana di Sumatra. E’ caratterizzato da coda e ali verdi-verdastre, zampe verdi, corona nera, mantello parte del collo e parte superiore della schiena verde opaco e blu e verde su la pelle nuda che circonda l'occhio.





    Specie in forte pericolo di estinzione e la causa viene attribuita alla caccia e alla deforestazione; una stima riferisce al massimo 400 coppie ma si teme siano molte di meno.
    La maggior parte degli avvistamenti si è verificata nelle montagne Barisan, e come si può ben comprendere, rimane una specie rara da vedere.. Le numerose aree protette sulle montagne Barisan come il Parco Nazionale Bukit Barisan Selatan ospitano alcuni esemplari di uccelli.


    Il kagu o cagou (Rhynochetos jubatus)
    Il kagu o cagou (Rhynochetos jubatus) è un uccello gruiforme di colore bianco sporco, dalle lunghe zampe, unico rappresentante della famiglia Rhynochetidae.
    Nome scientifico: Rhynochetos jubatus
    Categoria tassonomica: Specie
    Ordine: Eurypygiformes
    Classificazione superiore: Rhynochetos
    Famiglia: Rhynochetidae

    Caratteristico delle foreste della Nuova Caledonia, assomiglia a un airone di piccole dimensioni, con zampe piuttosto brevi, becco diritto e acuminato, piumaggio soffice e fitto, superiormente grigiastro e fulvo inferiormente; le ali sono bianche e nere, mentre tutto bianco è il vistoso ciuffo erigibile che sormonta il capo.
    Animale timidissimo, dalle abitudini notturne e incapace di volare, ha un grido che si ode fino a oltre un miglio di distanza.







    La IUCN Red List classifica il Rhynochetos jubatus come specie in pericolo di estinzione.

    La minaccia principale, attualmente, è rappresentata dai gatti, dai cani e dai maiali che sono stati introdotti sull'isola. Inizialmente, il declino della specie fu determinato anche dalla caccia e dalla perdita dell'habitat, causata dalla deforestazione e dal degrado ambientale causato dallo sfruttamento delle miniere di nichel.. Il kagu adesso è severamente protetto in Nuova Caledonia ed è oggetto di un intenso programma di conservazione, specie grazie agli sforzi dello zoo di Noumea. Buoni risultati si stanno ottenendo anche nel Parco Rivière Bleue, dove si cerca di proteggere il kagu dai predatori e dove si sta svolgendo un programma di reintroduzione in natura di uccelli nati in cattività. I kagu, infatti, sono considerati molto importanti per la Nuova Caledonia, sia perché si tratta di uno dei simboli dell'isola e sia perché la conservazione della specie contribuisce a creare un'immagine positiva del territorio.


    Kakapo
    Il kakapo o cacapò, detto anche strigope, è un grosso pappagallo terricolo, dalle abitudini notturne e incapace di volare. Aappartiene alla famiglia degli Strigopidi ed è endemico della Nuova Zelanda. È l'unica specie del genere Strigops (Gray, 1845).
    Nome scientifico: Strigops habroptilus
    Peso: Maschio: 2 – 4 kg (adulto)
    Famiglia: Strigopidae
    Longevità: 95 anni
    Categoria tassonomica: Specie
    Classificazione superiore: Strigops

    Pappagallo verde e giallo, col muso da gufo e decisamente insolito: vive in Nuova Zelanda, non può volare, ha uno strano odore e prende decisamente sul serio il corteggiamento. E' il kakapo, in grave pericolo d'estinzione. Nonostante i numerosi sforzi, la sua popolazione è aumentata negli ultimi tempi solo di 125 unità.



    Questo grande pappagallo era comune in tutta la Nuova Zelanda finché i predatori non lo hanno portato sull'orlo dell'estinzione, forse proprio a causa del loro «odore naturale» di muffa, che li rende facilmente individuabili. Ora è al centro di un notevole sforzo per la conservazione: attualmente ci sono 147 esemplari adulti al mondo.



    In maori, kakapo significa pappagallo notturno, per la sua inclinazione a dormire tutto il giorno e vagare nella foresta di notte, da solo. Diversamente dagli altri uccelli, al kakapo piace stare da solo, e cerca compagnia solo per la riproduzione.
    Tutte le femmine crescono da sole i pulcini per dieci settimane e continuano ad occuparsi della loro alimentazione fino a sei mesi, quando iniziano la loro lunga vita di pappagalli indipendenti e solitari.



    Durante la stagione riproduttiva, i maschi si arrampicano più in alto che possono, si gonfiano come un palloncino ed emettono un rumore simile ad un palloncino che scoppia. Un «boom» che annuncia a tutte le femmine interessate che sono pronti ad accoppiarsi. E dopo 20 o 30 boom, fanno un «ching», un richiamo metallico acuto che serve per farsi localizzare. Una sequenza che può andare avanti anche per otto ore, ogni notte, per due o tre mesi consecutivi. Insomma, una vera maratona.

    I kakapo sono dei veri pesi massimi ma nonostante abbiano delle grandi ali, non sanno volare. O, almeno, hanno smesso di farlo, diventando agili arrampicatore e saltatori.


    Condor della California
    Il condor della California è un uccello appartenente alla famiglia dei Catartidi ed è l'unica specie del genere Gymnogyps in vita in quanto si conoscono altri membri estinti dal ritrovamento dei loro fossili.
    Nome scientifico: Gymnogyps californianus
    Peso: 9 – 11 kg
    Regno: Animali
    Rischio estinzione: Critico (in aumento)
    Categoria tassonomica: Specie
    Classificazione superiore: Gymnogips

    I “pellerossa” pensavano che uccidesse gli uomini per berne il sangue.
    Fu sacrificato in molti riti per trarne le piume. Nel 1981 ne sono stati contati solo 21 esemplari.
    La popolazione di Condor della California è arrivata a raggiungere i 22 esemplari nel mondo alla fine degli anni ’70. L’ultimo gruppo di condor selvatici è stato catturato nel 1987 per salvare la specie. Gli sforzi per reintrodurre i condor sono iniziati nel 1992 e continuano fino ad oggi.
    La vita media del Condor della California è di 37 anni in cattività e 45 in natura; comunicano fra di loro con grugniti e fischi, che li aiutano a capirsi durante le situazioni sociali e di caccia.



    L’estensione delle ali di un adulto può raggiungere circa tre metri. I condor della California sono neri con macchie bianche e hanno la testa calva con pochissime piume. Il colore della testa varia dal bianco all’arancio e al rosso porpora. La testa calva è un adattamento per l’igiene, dal momento che mangia carne morta e putrefatta e il più delle volte deve mettere la testa dentro le carcasse per nutrirsi.
    La sua dieta è di vitale importanza per l’ecosistema naturale atteso che svolgono un ruolo fondamentale nello smaltimento degli animali morti preferendo le carcasse di grandi animali come cervi, bovini e ovini ma non disdegnando anche conigli e scoiattoli.



    Il condor della California è in pericolo di estinzione. Per questo motivo, è stato istituito a Los Angeles e San Diego un programma di allevamento in cattività riuscendo a reinserire alcuni esemplari in natura a partire dagli anni ’90.
    Formano coppie monogame e la femmina depone un solo uovo ogni due anni per un periodo di incubazione di circa 56 giorni. Entrambi i genitori si prendono cura dell’uovo fino alla nascita del pulcino che rimane con loro per un anno, per poi lasciare il nido.


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  4. #4
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    Egotelo della Nuova Caledonia
    Il nottambulo caledoniano della Nuova Caledonia, noto anche come enigmatico grande gufo notturno, è un animale con piumaggio grigio-marrone vermicolato e nero. Ha una coda lunga e leggermente arrotondata, ali corte e arrotondate e zampe lunghe e robuste.
    Nome scientifico: Aegotheles savesi
    Rischio estinzione: Critico (in diminuzione)
    Categoria tassonomica: Specie
    Ordine: Caprimulgiformes
    Classificazione superiore: Aegotheles
    Anche questa specie si pensava si fosse estinta fino al 1998. Oggi se ne contano circa 50 esemplari che si fanno notare per le loro dimensioni e per le zampe lunghe. Ne sono conservati due esemplari nei musei di Liverpool. Delle dieci specie di questa famiglia, endemica di Australia e Nuova Guinea (anche se nel 2000 è stata sensazionalmente riscoperto in Nuova Caledonia, dopo 119 anni di assenza, l'Egotele di Nuova Caledonia), nove vivono in regioni più o meno inaccessibili della Nuova Guinea e dei suoi arcipelaghi. Fortunatamente l' Egotele australiano è abbastanza comune nell'isola-continente dove è stato notato con relativa facilità.



    Gli Aegotheles sono uccelli notturni di taglia medio-piccola (da 18 a 30 cm di lunghezza), con becco grande ma piuttosto debole, gambe corte e postura eretta. Come i gufi dispongono di un disco facciale con gli occhi orientati in avanti, cui si deve il nome comune di caprimulgo-gufo con cui sono talora indicati.
    Sono uccelli notturni abbastanza elusivi la cui biologia è tuttora poco nota. Nidificano nelle cavità naturali degli alberi.
    Il loro areale si estende in Australasia dalle isole Molucche, attraverso l’Australia e la Tasmania, sino alla Nuova Caledonia ed alla Nuova Zelanda. Il centro di maggiore biodiversità è rappresentato dalla Nuova Guinea, dove vivono ben 7 delle 10 specie viventi.


    Aracari lettered
    L’aracari lettered è una piccola specie di tucano .
    Nome scientifico: Pteroglossus inscriptus
    Peso: 120 g
    Rischio estinzione: Minima preoccupazione (in diminuzione)
    Categoria tassonomica: Specie
    Ordine: Piciformes
    Classificazione superiore: Pteroglosso







    L'aracari lettered è uno dei tucani più piccoli, del peso di 130 g (4,6 once) e della lunghezza di 29 cm (11,5 pollici).
    Gli aracari lettered si trovano in Bolivia ed in Brasile. I suoi habitat naturali sono le foreste umide subtropicali o tropicali di pianura, paludi subtropicali o tropicali ed ex foreste fortemente degradate.


    Rhinoplax vigil
    l bucero dall'elmo è un uccello della famiglia Bucerotidae. È l'unica specie nota del genere Rhinoplax.
    Nome scientifico: Rhinoplax vigil
    Categoria tassonomica: Specie
    Classificazione superiore: Rhinoplax
    Famiglia: Bucerotidi
    Regno: Animale
    Classe: Uccello
    Il bucero con elmetto è senza dubbio il più straordinario dei bucani della foresta in Asia. Il suo aspetto visivo - caratterizzato da bizzarri tratti del viso e piume della coda centrale sproporzionatamente lunghe - è abbastanza sorprendente, ma questo uccello è più spesso ascoltato che visto ed è rinomato per la sua chiamata unica e accattivante, che termina in una raffica di “risate maniacali”. Forse non tutti sanno che quando il bucero inizia a incubare le sue uova, il maschio usa il fango per sigillare l'ingresso del buco del nido e la nutre attraverso una piccola apertura rigurgitando il cibo dalla sua sacca per la gola e che usa il suo marsupio - il cerotto di pelle nuda, sciolta e rugosa sulla gola - per trasportare più alimenti al nido.
    Tipicamente, i caschi di bucero sono leggeri e vuoti, ma il copricapo del bucero con elmo è un blocco solido, simile all'avorio, che si presta ad essere scolpito in ornamenti. La crescente domanda di tali prodotti, unita alla rapida deforestazione, costituisce una grave minaccia per la sopravvivenza della specie in gran parte della sua gamma. La forte pressione di caccia e la diffusa perdita dell'habitat hanno portato il bucero con elmetto pericolosamente sulla via dell’estinzione.





    A Sumatra, ad esempio, ci sono prove convincenti che il commercio illegale di animali selvatici rappresenti la minaccia più immediata alla loro sopravvivenza. La specie è sottoposta a violenti attacchi da parte di gruppi di caccia su scala commerciale coordinati da reti criminali organizzate che beneficiano della crescente domanda di "avorio" di bucero, in particolare in Cina. Il declino del bucero con elmetto è stato così precipitoso che il suo status ufficiale nella Lista Rossa IUCN è stato cambiato nel 2015 da Near Threatuced a Critically Endangered.
    I bucani muniti di casco beneficiano - direttamente e indirettamente - del lavoro di Fauna & Flora International (FFI) e dei suoi partner nel sud-est asiatico. Nel Parco Nazionale Kerinci Seblat di Sumatra, le attività anti-bracconaggio e di protezione delle foreste attraverso delle squadre di protezione delle tigri guidate dall'FFI, stanno avendo un impatto tangibile sul commercio illegale di animali selvatici, interrompendo le reti di trafficanti che si occupano non solo di tigri ma anche di squame di pangolino e "avorio" di bucero elmetto.


    Shoebill - Becco a scarpa
    Il becco a scarpa (Balaeniceps rex) è un grande uccello pelecaniforme, unica specie della famiglia Balaenicipitidae e del genere Balaeniceps. Il suo nome deriva dal suo grande becco della vaga forma di una scarpa.
    Nome scientifico: Balaeniceps rex
    Famiglia: Balaenicipitidae; Bonaparte 1853
    Classe: Aves
    Ordine: Pelecaniformes
    Categoria tassonomica: Specie
    Classificazione superiore: Baleaniceps
    Il suo nome deriva dal suo grande becco della vaga forma di scarpa. Gli esemplari adulti presentano un bellissimo piumaggio grigio cenere, mentre i nidiacei presentano una peluria marroncina. Vive negli ambienti tropicali dell'est dell’Africa, nelle grandi paludi dal Sudan allo Zambia.



    Il becco a scarpa si distingue per la mole notevole, il collo tarchiato e la grossa testa. L'adulto misura 115–150 cm in altezza e 100–140 cm in lunghezza, ha un’apertura alare di 230–260 cm e pesa dai 4 kg ai 7 kg..

    Questo gigante palustre che vive solo in alcune zone dell’Africa ed in gruppi numerosi, ama soggiornare nelle paludi e nelle più o meno grandi pozze d'acqua che segnano il corso del Nilo bianco e dei suoi affluenti tra il quinto e l'ottavo grado di latitudine nord. I vari individui passano le giornate andando a guado nell’acqua per raccogliere cibo, camminando e volando radente alla superficie dell'acqua, con l'intenzione di ridiscendere il più presto possibile. Solo se vengono spaventati si decidono ad alzarsi notevolmente nell’aria, andando magari a cercare rifugio tra gli alti rami di qualche grosso albero: cosa veramente eccezionale, poiché essi vivono costantemente a livello del terreno e trascorrono su di esso anche le ore di riposo notturno. L'unico, o almeno il più evidente dei suoni che è possibile percepire da questi uccelli è un forte scoppiettare del becco che ricorda quello delle cicogne.



    Il becco a scarpa è monogamo, le coppie partecipano entrambe alla cova e alla costruzione del nido. Durante il periodo di nidificazione diventano molto territoriali e aggressivi, cacciando chiunque tenti di avvicinarsi nel raggio di un chilometro quadrato. Vengono deposte da una a tre uova. Il periodo di incubazione è di circa un mese. Dal momento della schiusa passeranno circa cinque mesi prima che i piccoli (solitamente se ne salva solo uno) possano abbandonare il nido.

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  5. #5
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    Wilson paradisaeidae
    La paradisea repubblicana o paradisea calva è un uccello passeriforme della famiglia Paradisaeidae.
    Nome scientifico: Cicinnurus respublica
    Categoria tassonomica: Specie
    Ordine: Passeriformi
    Classificazione superiore: Cicinnurus
    I Paradiseidi (Paradisaeidae Vigors, 1825) sono una famiglia di uccelli canori dell’ordine dei Passeriformi: a questa famiglia vengono ascritte tutte le specie note col nome comune di uccelli del paradiso o paradisee.



    Si tratta di uccelli di taglia piuttosto variabile, che va dai 15 cm per 50 g di peso della paradisea reale ai 44 cm per 430 g di peso della manucodia crestariccia: il maschio della paradisea dal becco a falce, grazie alle lunghe penne caudali, può raggiungere i 110 cm di lunghezza.
    In tutte le specie è infatti presente uno spiccato dimorfismo sessuale, coi maschi provvisti di penne modificate di forma estremamente allungata o arricciata (in particolar modo nella zona caudale o cefalica), o penne alari modificate ad emettere suoni quando stimolate. Il piumaggio dei maschi, inoltre, tende a presentare colorazioni vivaci o iridescenze, oltre a caruncole carnose colorate, che nelle femmine, di colore molto più sobrio, sono molto ridotte o del tutto assenti (di cromatismo sessuale). Da questa colorazione sgargiante, oltre che dai complessi rituali di corteggiamento (che ne prevedono l'esibizione), è nato il nome di "uccelli del paradiso" con cui questi uccelli vengono abitualmente conosciuti.



    La stragrande maggioranza delle specie di uccelli del paradiso è endemica della Nuova Guinea, tanto che l'isola è soprannominata anche "isola degli uccelli del paradiso": fanno eccezione il “corvo del paradiso”, la “paradisea di Wallace” (ambedue diffusi nelle Molucche), due specie di “uccello fucile” (diffuse in Australia nord-orientale), più un'ulteriore specie di “uccello fucile” e la “manucodia trombettiera” (diffuse sia in Australia che in Nuova Guinea).
    La Wilson paradisaeidae è originaria delle Isole Papua di Waigeo e Batanta in Indonesia. E’ caratterizzato da un piumaggio molto variopinto a cui deve il suo nome.


    Sula piediazzurri (Sula nebouxii)
    La sula piediazzurri è un uccello della famiglia dei Sulidi.

    Nome scientifico: Sula nebouxii
    Peso: 1,5 kg (adulto)
    Rischio estinzione: Minima preoccupazione (stabile)
    Categoria tassonomica: Specie
    Ordine: Suliformes
    Classificazione superiore: Sula
    La sula piediazzurri nidifica sui terreni aridi e rocciosi delle isole del Pacifico, al largo delle coste occidentali della fascia tropicale americana, tra gli Stati Uniti e le regioni più a nord dell’America Meridionale. Lungo le coste tra Cile e Perú vive la sula peruviana (Sula variegata), di aspetto molto simile alla sula piediazzurri.





    Il corpo è slanciato e affusolato; le ali sono strette, con un’apertura di 1,5 metri. La livrea è marrone chiaro con striature biancastre sul capo, marrone sul dorso e tendenti al celeste nella regione ventrale. Quello che più colpisce a prima vista è però l’intenso colore azzurro delle zampe palmate.
    Il maschio è leggermente più piccolo della femmina, ma anche più agile: i suoi tuffi da oltre 20 metri sono spettacolari. Poco prima di toccare l’acqua ripiega le ali, tenute fino a quel momento distese, e si prepara all’immersione, dalla quale riaffiora con le prede: principalmente pesci volanti, calamari e acciughe. La riproduzione avviene durante tutto l’anno: dopo coreografici corteggiamenti la femmina depone in una buca del terreno 2-3 uova e le cova per circa 40 giorni. Il piccolo rimane al riparo tra le zampe della madre per circa un mese.


    Capovaccaio (Neophron percnopterus)
    Il capovaccaio, unica specie del genere Neophron Savigny, 1809, è un piccolo avvoltoio del Vecchio Mondo. Occupa un areale molto vasto: è infatti diffuso dall'Europa sud-occidentale e dall'Africa settentrionale fino all'India.
    Nome scientifico: Neophron percnopterus
    Lunghezza: 58 – 70 cm
    Peso: 2,1 kg
    Rischio estinzione: In pericolo (In diminuzione)
    Categoria tassonomica: Specie
    Classificazione superiore: Neophron
    Classificazioni inferiori successive: Neophron percnopterus ginginianus
    In Italia, il numero di coppie riproduttive è sceso dalle 30 del 1970 alle 9 degli anni '90. Quasi tutti i fallimenti nella nidificazione sono stati causati da attività umane. Si stanno attuando perciò alcuni programmi di conservazione e ripopolamento con esemplari cresciuti in cattività.



    Nidifica in pareti rocciose esposte a sud nei pressi di corsi d'acqua e circondate da vaste aree aperte come pascoli, steppe cerealicole, macchia mediterranea degradata.
    Le principali minacce sono da attribuirsi ai cambiamenti nei sistemi di conduzione agricola e di allevamento del bestiame e alle uccisioni illegali.



    I capovaccai sono prevalentemente silenziosi, ma possono emettere acuti miagolii o sibili quando sono nel nido e rumori gracchianti mentre si contendono una carogna. Emettono inoltre sibili o ringhi quando sono minacciati o irritati. Gli esemplari giovani sono stati uditi emettere una sorta di gracidio sibilante in volo.
    Agli inizi della stagione riproduttiva, le coppie effettuano delle parate aeree che comprendono una giostra di rapide picchiate seguite da repentine risalite. Sono monogami e il legame di coppia può essere mantenuto per più di una stagione riproduttiva e lo stesso nido può essere riutilizzato ogni anno.
    Nei geroglifici dell’antico Egitto, il capovaccaio era il segno unilaterale usato per il suono glottidale ɑ. Nella Bibbia il capovaccaio viene indicato con il nome ebraico rachamah o racham, tradotto in italiano come «avvoltoio». Presso gli antichi egizi, l’uccello era considerato sacro a Iside; l’impiego del capovaccaio come simbolo reale nella cultura egizia e la protezione a esso concessa dai Faraoni rese la specie comune nelle strade del Paese, tanto che in inglese divenne nota anche come Pharaoh's Chicken, «pollo dei faraoni».
    Un tempio dell'India meridionale a Thirukalukundram, nei pressi di Chengalpattu, divenne celebre per una coppia di uccelli che visitavano ripetutamente il luogo da «secoli». Questi uccelli venivano solennemente nutriti dai sacerdoti del tempio e arrivavano prima di mezzogiorno per nutrirsi del riso, frumento, ghi (burro indiano) e zucchero offerti dai fedeli. Gli uccelli erano generalmente puntuali e quando non si presentavano all'appello la colpa veniva attribuita alla presenza di «peccatori» tra gli spettatori.


    Aracari dal collare ( Pteroglossus torquatus)
    Aracari dal collare ( Pteroglossus torquatus) riconoscibile per il suo grosso becco vive in America centrale, dal Messico al Venezuela.
    L'aracari con colletto o araçari dal collare è un tucano, un uccello quasi passeriforme. Nidifica dal sud del Messico a Panama; anche Ecuador, Colombia, Venezuela e Costa Rica.
    Nome scientifico: Pteroglossus torquatus
    Peso: 210 g
    Lunghezza: 41 cm
    Rischio estinzione: Minima preoccupazione (in diminuzione)
    Categoria tassonomica: Specie
    Classificazione superiore: Pteroglosso



    Denominazione comunemente attribuita agli Uccelli Piriformi della famiglia dei Ranfastidi appartenenti al genere Pteroglossus. Rispetto ai tucani, hanno dimensioni mediamente inferiori e becco relativamente più piccolo.
    La popolazione di Aracari dal collare sembra diminuire, potrebbe non essere a un ritmo sufficiente da costituire una minaccia per la specie. Inoltre, ha una gamma molto ampia, dandogli una classificazione di conservazione della Lista Rossa IUCN di Least Concern (BirdLife International 2014).



    L’Aracari dal collare nidifica nelle cavità di grandi alberi, in genere una cavità scavata da un grande picchio (Campephilus o Dryocopus ), ma può anche utilizzare una cavità naturale.
    Depone da due a cinque uova (di solito tre) e sono bianche e senza segni. Entrambi i sessi incubano le uova per circa 16 giorni e i pulcini di tucano sono ciechi e nudi alla nascita e mostrano delle specie di cuscinetti per proteggerli dal ruvido pavimento del nido. Sono alimentati da entrambi i genitori, assistiti da un massimo di altri tre adulti, probabilmente da una precedente nidiata, e si involano dopo circa 6 settimane, con l'alimentazione degli adulti che continua per diverse settimane dopo aver lasciato il nido.


    Lorikeet dalla fronte blu (Charmosyna toxopei)
    Il lorichetto fronteazzurra è un uccello della famiglia degli Psittaculidi. Simile al lorichetto di Meek, di taglia attorno ai 16 cm, ha fronte blu e segni rossi sul sottocoda. Praticamente sconosciuto, potrebbe essere addirittura estinto.
    Nome scientifico: Charmosyna toxopei
    Rischio estinzione: Critico (in diminuzione)
    Categoria tassonomica: Specie
    Ordine: Pappagallo
    Classificazione superiore: Charmosyna



    Il lorichetto dalla fronte blu (Charmosyna toxopei) è una specie di pappagallo endemico confinata nell'isola di Buru in Indonesia. Si credeva estinta fino a quando non sono stati fotografati due soggetti nel novembre 2014. I rari avvistamenti sono stati fatti nelle foreste a media quota.




    Ne consegue che la sua popolazione è molto esigua e probabilmente diminuirà dato che il suo habitat si sta riducendo a causa del disboscamento sull’isola, sia in estensione che in qualità . Per questi motivi è considerato in pericolo di estinzione.
    A causa della continua diminuzione dei numeri, sono state istituite le aree protette di Gunung Kapalat Mada e Waeapo per facilitare la sua sostenibilità.




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  6. #6
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    Semplicemente meravigliosi!!
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  7. #7
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    Bellissimo il fronte blu, redivivo e speriamo per molto...

    Pensavo di aver visto tutti gli uccelli in libri documentari e ricerche... ma il finto tronco Nyctibius... mi mancava proprio all' appello, il capovaccaio spesso lo scambio con l' arpia... capita

    Grande Paride, come sempre.

    Un saluto anche a te Carlo, Sara

  8. #8
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    Quote Originariamente inviata da aladar Visualizza il messaggio
    Pensavo di aver visto tutti gli uccelli in libri documentari e ricerche... ma il finto tronco [FONT=Georgia]Nyctibius... mi mancava proprio all' appello....
    Sono le "chicche" di questa passione...
    Ho voluto inserire animali "strani" e animali in reale pericolo di estinzione perchè molte volte si da per scontato che vedendoli nelle illustrazioni e foto, non esista questo pericolo.
    La perdita dell'habitat causata dalla deforestazione, il degrado e l'inquinamento ambientale, i pesticidi ma anche il riscaldamento della terra, i diversi sistemi di conduzione agricola per non parlare della caccia, bracconaggio oltre alla predazione, sono i maggiori pericoli in cui incorrono.


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  9. #9
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    Palila
    Il palila o crociere hawaiiano è un uccello passeriforme della famiglia Fringillidae.
    Nome scientifico: Loxioides bailleui
    Categoria tassonomica: Specie
    Ordine: Passeriformi
    Classificazione superiore: Loxioides
    Phylum: Cordati
    Famiglia: Fringillidi



    Il palila è endemico dell’isola Hawaii, dove popola le alture del Mauna Kea fra i 2000 ed i 2900 m di quota.
    L’habitat di questi uccelli è rappresentato dalle aree alberate con presenza o prevalenza di alberi di mamane, sia sotto forma di foresta secca che di semplici macchie alberate all'interno ambienti prativi e cespugliosi in quota ed è ancora la deforestazione ad essere responsabile della scarsa sopravvivenza di questa specie.
    Le stime aggiornate al 1997 parlano di 4396 individui adulti, diffusi su un areale di circa 78 km²: questo è il motivo per cui il palila è classificato dall’ IUCN come “specie in pericolo critico” di estinzione.


    Fregata andrewsi
    La fregata di Christmas o fregata di Andrews è un uccello marino della famiglia dei Fregatidi.
    Nome scientifico: Fregata andrewsi
    Peso: 1,6 kg (adulto)
    Lunghezza: 89 – 100 cm
    Rischio estinzione: Critico (in diminuzione)
    Categoria tassonomica: Specie
    Classificazione superiore: Fregaditi



    La Fregata di Christmas o fregata di Andrews è destinata a diminuire sensibilmente a causa della deforestazione e delle formiche introdotte dall’uomo nel suo ambiente, che attaccano gli alberi.
    Attualmente ne esistono tra i 1.200 e i 2.400 esemplari.
    Questa è una specie che trascorre giorni e notti in volo solitario sopra l'oceano raggiungendo anche grandi altezze.
    Durante il periodo riproduttivo invece diventano uccelli coloniali e dividono i luoghi di nidificazione con altre specie. Sono pressoché incapaci di nuotare e di camminare.
    Vivono in media poco più di 25 anni.


    Smergo cinese - Mergus squamatus
    Lo smergo cinese, o smergo dai fianchi scagliosi, è uno smergo propriamente detto. È un'anatra impressionante con una cresta incolta e fianchi scagliosi.
    Nome scientifico: Mergus squamatus
    Rischio estinzione: In pericolo (in diminuzione)
    Categoria tassonomica: Specie
    Ordine: Anseriformes
    Classificazione superiore: Smergo





    Inquinamento dei fiumi e distruzione delle foreste sono la causa del forte pericolo di estinzione per lo smergo brasiliano. Oggi ne sopravvivono solo 250 esemplari.
    Il suo habitat di nidificazione sono i fiumi nelle foreste primarie della Russai sud-orientale, Corea del Nord e Cina nord-orientale.
    È migratore e solitamente sverna nella Cina centrale e meridionale anche se un piccolo numero sverna anche in Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Vietnam settentrionale, Myamar e Thailandia.
    Un fattore contraddittorio è che questa specie è piuttosto solitaria. Le coppie generalmente rifuggono gli altri membri della specie, e perfino nei terreni di svernamento, gruppi di più di una dozzina sono molto rari. Stando così le cose è difficile cercare di stimarne la popolazione diffusa su una vasta area.


    Smergo brasiliano - Mergus octosetaceus
    Lo smergo brasiliano è un'anatra scura e snella munita di una lunga cresta. Ha un cappuccio scuro con riflessi verde-petrolio, petto grigio pallido e regioni superiori grigio scure. Ha una cresta lunga e cespugliosa, che nelle femmine è solitamente più corta.
    Nome scientifico: Mergus octosetaceus
    Rischio estinzione: Critico (in diminuzione)
    Categoria tassonomica: Specie
    Ordine: Anseriformes
    Classificazione superiore: Smergo





    Il suo habitat riproduttivo sono i lenti fiumi poco profondi del Brasile centro-meridionale. Nidifica nelle cavità degli alberi e, forse, nelle cavità rocciose. Si nutre soprattutto di pesci, piccole anguille, larve d’insetti e lumache.

    Questa specie è in pericolo critico; il suo numero si è ridotto a causa dell'inquinamento dei fiumi provocato dalla distruzione delle foreste e dall'agricoltura.
    La popolazione attuale è stimata a meno di 250 uccelli adulti.


    Grande otarda indiana - Ardeotis nigriceps
    L'otarda indiana è un rarissimo uccello della famiglia degli Otididi originario dell'India. Sono circa 1.000 le grandi otarde indiane che sopravvivono in natura.
    Ma sono destinate a diminuire per la caccia e la distruzione delle grandi distese erbose con cespugli bassi.
    Nome scientifico: Ardeotis nigriceps
    Rischio estinzione: Critico (in diminuzione)
    Categoria tassonomica: Specie
    Classificazione superiore: Ardeotis



    Le otarde indiane vivono generalmente in coppie sparse o in piccoli gruppi di 5-6 uccelli anche se in alcune occasioni possono essere visti anche gruppi in marcia costituiti da 25-30 individui. Queste otarde sono estremamente prudenti e timide ed è praticamente impossibile avvicinarle a piedi. Purtroppo, senza che se ne possa spiegare il motivo, non sono affatto intimidite dal motore delle jeep, spesso cadendo così vittime dei bracconieri anche se sono in grado di correre a velocità molto elevata se necessario.

    In caso di pericolo, preferiscono accovacciarsi dietro un cespuglio e rimanere immobili mentre la minaccia si allontana. Si mostrano spesso riluttanti a fuggire via in volo, ma in caso di necessità decollano alla maniera degli avvoltoi, con battiti d'ala vigorosi e volontari. Le otarde indiane non volano mai a grande altezza ma sono comunque in grado di percorrere lunghe distanze.
    La specie è sull'orlo dell'estinzione; nel 2008, data molto recente, la popolazione complessiva era stimata attorno alle 300 unità.
    In Pakistan e in altre aree, questi uccelli vengono cacciati per la carne o per semplice divertimento. Nel Madhya Predesh ci sono almeno due santuari dove questi uccelli sono protetti; anche nel Maharashtra e nell’Andhra Pradesh ci sono dei parchi in cui questa specie gode di protezione totale. Tutti i tentativi di allevare questo uccello in cattività hanno dato esito negativo.


    Smeraldo dell'Honduras - Amazilia luciae
    Lo smeraldo dell'Honduras è una specie di colibrì della famiglia Trochilidae e vive solo in Honduras.
    Nome scientifico: Amazilia luciae
    Rischio estinzione: In pericolo (in diminuzione)
    Categoria tassonomica: Specie
    Ordine: Apodiformes
    Classificazione superiore: Amazilia
    Finalmente una buona notizia.
    Di questa specie, sebbene rarissima, se ne conta un numero maggiore rispetto alle previsioni. Tuttavia, i rischi dovuti alla deforestazione sono comunque incombenti.



    Come la maggior parte dei colibrì, il loro colore dipende dalle condizioni di luce dell'ambiente.
    Ma in generale Amazilia Luciae è un piccolo uccello caratterizzato dal meraviglioso colore del suo piumaggio, straordinario modo di volare e peculiari abitudini alimentari. Non cantano, ma emettono un ronzio con le ali, che si muovono più velocemente di quelle di qualsiasi altro uccello, al punto che non si distingue quando vola.
    Vive in luoghi in cui abbonda il caprifoglio e altre piante simili, poiché si nutre del nettare e dei piccoli insetti trovati all'interno dei fiori. Passando da una pianta all'altra, aiuta anche a impollinarli, proprio come fanno le api . La specie è localmente comune nelle foreste aride e di macchia nella valle del fiume Aguan superiore, situata nel dipartimento di Yoro. È anche comune nel dipartimento di Santa Barbara, lungo il bacino del fiume Ulùa all'altezza dei comuni di San Vicente Centenario, Santa Bárbara e Colinas.
    I suoi habitat naturali sono foreste secche subtropicali o tropicali e arbusti secchi subtropicali o tropicali dove solitamente viene attaccato dal gufo caburé (Glaucidium brasilianum) e quando avviene, tutti i colibrì smeraldo si riuniscono in stormi per fuggire.
    Questa specie di uccelli è monomorfa, cioè entrambi i sessi hanno un aspetto simile.
    Il suo volo è allegro, imprevedibile, vivace e causa ammirazione per tutti coloro che hanno il privilegio di essere vicini al loro habitat anche per un breve periodo.



    Attualmente è in pericolo di estinzione.
    La causa principale è l'aumento del lavoro agricolo e zootecnico nelle aree in cui vive, costringendolo a cercare altri luoghi in cui vivere, in molti dei quali non riesce ad adattarsi.
    Nel 2012 , l'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) l'ha classificata come una delle 3 specie di uccelli nel paese in via di estinzione in tutto il mondo. Fino al 2011 era nella classificazione di "Critically Endangered", ma è andato a "Endangered", perché la specie è stata riscoperta nel dipartimento di Santa Barbara nel 2007, dopo che si riteneva estinta.
    Nel 2005, con apposito decreto legislativo, il Congresso Nazionale ha dichiarato come area protetta il sito in cui vive il maggior numero di colibrì, noto come "Rifugio per la fauna selvatica del colibrì verde smeraldo honduregno" al fine di impedire a questa specie unica al mondo di scomparire.

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  10. #10
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    Civetta di Blewit - Heteroglaux blewitti
    Siamo di fronte ad una specie in forte pericolo di estinzione.
    Una civetta di Blewitt è stata avvistata in India dopo un’assenza di oltre 100 anni. Non sappiamo se e quanti ne sopravvivono.



    La civetta di Blewitt è un uccello rapace notturno della famiglia degli Strigidi, endemico dell’India. È l'unica specie nota del genere Heteroglaux.

    Questa specie è diffusa nell’India centrale, in particolare negli stati di Maharashtra, Madhya Pradesh e Odisha; recenti segnalazioni estendono il suo areale al Gujarat.



    La IUCN Red List classifica Heteroglaux blewitti come “Endangered “ cioè specie in pericolo di estinzione.

    A differenza della maggior parte dei suoi parenti notturni, questa civetta è attiva durante il giorno, caccia lucertole, uccelli e roditori nelle ore diurne. Hanno artigli insolitamente grandi, che usano per catturare le prede a volte il doppio delle loro dimensioni. Temuto in precedenza estinto, questa specie è stata riscoperta nel 1997 nello stato del Maharashtra, ben 113 anni dopo l'ultimo avvistamento confermato.
    La riserva protetta di tigri di Melghat nel Maharashtra è la roccaforte della specie, con oltre 100 soggetti avvistati nel 2005. Mentre i sondaggi continuano a scoprire più individui, la frammentazione dell'habitat causata dalla continua perdita di foreste decidue, attraverso il disboscamento illegale e l'espansione dell'agricoltura, rischia di provocare un ulteriore declino della specie.


    Neophema chrysogaster – parrocchetto panciarancio
    Il pappagallo panciarancio è un rarissimo uccello della famiglia degli Psittaculidi endemico delle regioni meridionali dell'Australia.
    Nome scientifico: Neophema chrysogaster
    Peso: 46 g
    Rischio estinzione: Critico (in diminuzione)
    Categoria tassonomica: Specie
    Ordine: Pappagallo
    Classificazione superiore: Neophema



    In Tasmania, unico luogo dove la specie nidifica, la deposizione ha luogo in novembre e dicembre. I pappagalli panciarancio nidificano all'interno di cavità naturali, tra gli 8 e i 25 metri di altezza, su alberi vivi di eucalipto. Il nido viene talvolta occupato per diversi anni consecutivi. I legami coniugali sono forti e talvolta durano tutta la vita.
    Ciascuna covata comprende da 3 a 6 uova che vengono incubate per 21 giorni in cattività e i pulcini nati rimangono nel nido per almeno 5 settimane.
    I pappagalli panciarancio sono endemici del sud dell’Australia. Nidificano esclusivamente sulla costa sud-occidentale della Tasmania, nella regione di Melaleuca. Quando la stagione riproduttiva è terminata, attraversano lo stretto di Bass e raggiungono il sud del continente passando per l’isola di King. Durante il periodo invernale, occupano un gran numero di piccole aree frammentate nell'Australia sud-orientale (principalmente nel sud-est dell’Australia Meridionale e nel sud dello stato del Victoria). La specie è monotipica.



    La IUCN classifica il pappagallo panciarancio come «specie in pericolo critico» (Critically Endangered).

    Negli anni ’90, quando il numero di esemplari era stabile sulle 120 unità prima della nidificazione e sulle 170 dopo quest'ultima, veniva considerato semplicemente come «specie in pericolo». Ancora nel 2005 erano stati censiti 150 esemplari, ma nel 2013 ne rimanevano solo 44, riuniti in una unica popolazione che nidifica a Melaleuca, nella Tasmania sud-occidentale.
    Nel 2010-2011 furono presi 21 nuovi nati per un programma di riproduzione in cattività, ma tutti i rilasci in natura fallirono.
    Al momento attuale la popolazione in cattività conta 160-170 individui tutti imparentati poiché discendenti da soli 6 esemplari, e questo sembra provocare problemi di fertilità.
    Si prevede che la specie sarà estinta nel giro di 3-5 anni se non vengono adottati nuovi ulteriori provvedimenti.


    Ibis crestato - Nipponia nippon
    L'ibis crestato, conosciuto anche come ibis crestato giapponese o più semplicemente come ibis giapponese, è un grande ibis dal piumaggio bianco che abita nelle foreste di pini. La sua testa rossa è parzialmente calva, con un ciuffo di piume bianche sulla nuca.
    Nome scientifico: Nipponia nippon
    Categoria tassonomica: Specie
    Ordine: Pelecaniformes
    Classificazione superiore: Nipponia



    Una volta, l'ibis crestato era diffuso in Giappone, Cina, Corea, Taiwan e Russia; ora è scomparso dalla maggior parte del suo areale originario.
    L'ultimo ibis crestato giapponese selvatico morì nell'ottobre del 2003, mentre la rimanente popolazione mondiale si trova solamente nella provincia cinese dello Shaanxi. Si ritiene che nel 1981 ne fossero rimasti solo sette esemplari.

    Per conservare questa specie Giappone e Cina hanno svolto intensivi programmi di allevamento in cattività e grazie agli sforzi fatti attualmente se ne contano qualche migliaio.





    La continua perdita dell'habitat, le carestie invernali, le piccole dimensioni delle popolazioni e la persecuzione nell'ultimo secolo hanno portato questa specie minacciata sulle soglie dell’estinzione.

    Valutato come “In Pericolo” sulla Lista Rossa IUCN 2010 delle specie minacciate è stato classificato nell'Appendice I della C.I.T.E.S..



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