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Discussione: I L P A R I G I N O - Riccardo Della Rovere

  1. #1
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    I L P A R I G I N O - Riccardo Della Rovere

    II Parigino


    I canarini arricciati rappresentano il più alto traguardo finora raggiunto dalla canaricoltura, sia per la bellezza e forma, sia per la delicatezza intrinseca dei vari soggetti.
    Tutti i canarini perfetti per forma, arricciatura e colore, come canto non hanno alcun valore, ma la loro forma, il piumaggio e il colore bastano a renderli pregiati e molto interessanti.

    II canarino «Parigino» (Frisé parisien) una meraviglia di arricciato.




    E' un uccello forte e ben resistente e le sue qualità di fondo si possono così definire: forza, piumaggio, eleganza.
    La qualità, la quantità, la morbidezza, la finezza, la vaporosità delle sue piume ne fanno un canarino regale, assai imponente e bello, per cui non a torto è stato definito un uccello di lusso o meglio ancora «elegante piumino da cipria».
    Ad un soggetto perfetto si richiedono piumaggio fine ed abbondante, spalline elevate e simmetriche e piume del petto fitte sì da formare addirittura un cestino o conchiglia (jabot), in mezzo al quale esce il collo massiccio, ben attaccato alle spalle. I fianchi (o pinne) devono essere folti e aggirare completamente le ali fino a toccare le spalline.



    La testa dev'essere bella in tutto il suo complesso, maestosa, e le sue piume devono formare un bel «casco» sviluppato e di raffinato gusto, tale da destare subito simpatia all'osservatore. Le cosiddette «barbe» devono essere ben pronunciate in modo da completare, unitamente al becco corto e grosso,
    Sopra il codione debbono scendere delle piume lunghe e leggere, dette «penne di gallo», e la coda deve essere piuttosto stretta e lunga e terminare quasi quadrata. Le cosce possono essere più o meno «calzate», cioè ricoperte di piume. Le unghie lunghe e attorcigliate sono un'altra delle sue caratteristiche.



    Il portamento del «nobile» Parigino deve essere fiero, orgoglioso e al tempo stesso maestoso.
    Un canarino di siffatte caratteristiche dev'essere presentato in perfette condizioni fisiche e in irreprensibili condizioni di pulizia.



    Il tipo allevato oggi in Italia è superiore a quello francese, in quanto ad accrescere la sua mole e il suo magnifico piumaggio è stato immesso sangue di canarini York e Norwich, ragion per cui si è ottenuto un soggetto più massiccio e più lungo. Ma, ora mi chiedo, è giusta la strada degli incroci? E' vero che è stato raggiunto il traguardo, ottenendo dei superbi esemplari, ma è anche vero che si notano soggetti mancanti di un fianco o dalle arricciature asimmetriche, gambe simili a canarini nostrani anziché di Parigino, soggetti sterili o ciechi, mortalità di embrioni nell'uovo, malformazioni nella prole, in una parola degenerazione.



    Reputo, quindi, che non convenga più esagerare, cioè andare al di là della natura stessa o superare i limiti, perché si è già giunti al punto massimo della selezione. Ci sono quindi buoni motivi per dire che è bene non forzare all'eccesso i caratteri razziali dell'Arricciato di Parigi, a costo di ritornare alla taglia media.
    Le razze non vicine, cioè differenti tra loro, danno origine a dei meticci perché l'eredità bilaterale porta alla formazione di soggetti disarmonici che non corrispondono allo scopo, e tale disarmonicità concorre a compromettere la razza che l'allevatore desidera, invece, migliorare o rafforzare. Per mantenere costante l'armonia bisogna studiare gli accoppiamenti o le linee di allevamento (ad es.: unire un soggetto ricco di una determinata caratteristica con un altro mancante di quella caratteristica), e se vi è bisogno di rinsanguare i soggetti è necessario l'accoppiamento con una razza che abbia con l'altra molte affinità. Per buona norma non bisogna ricorrere spesso alla necessità di rinsanguare i soggetti.
    I Francesi suddividono il colore del Parigino in due classi e precisamente: i «puri» e i «pezzati».
    Per «puri» intendono quei soggetti a tinta unita, cioè senza la minima macchia; per «pezzati» quelli macchiati, che però dovrebbero avere sul mantello macchie simmetriche.
    La storia non ci riporta notizie precise su questo pregiato canarino, comunque, teniamo per buona la notizia che verso la metà del secolo scorso si ebbero, a Parigi, i primi canarini «arricciati»: probabilmente una piccola arricciatura si ebbe per fenomeni di mutazione favorita da assimilazione di «cheratina», e questo ci dice quanta importanza ha l'alimentazione sui soggetti.
    Questo inizio di arricciatura fu molto seguita dai Francesi che si preoccuparono di svilupparla al massimo e migliorarla, dando a detti canarini la denominazione di «Trombettieri» e, più tardi, orgogliosi di questi soggetti, li presentarono ai concorsi annuali di avicoltura a Parigi, al Parco degli Espositori (Porta di Versailles), e in altre città della Francia, sotto la denominazione di «Arricciati di Parigi». Ogni concorso aveva la durata di otto-dieci ore.
    Nell'ottobre del 1867 i Francesi fondarono a Parigi la Società degli allevatori del «Serin Parisien», chiamata «La Nazionale», che aveva lo scopo di radunare, organizzare e stimolare la passione dell'alleva mento.delI'arricciato.
    Naturalmente i primi Parigini avevano la testa liscia e il piumaggio poco riccio, ma nel 1880 i Francesi riuscirono a migliorare la taglia e l'arricciatura del soggetto, attirando l'attenzione degli Americani, che si contesero a suon di dollari i migliori esemplari. Negli anni successivi al 1900 molti arricciati furono importati anche nei vari Paesi europei. L'Italia, in questo campo, non fu seconda a nessuno. Infatti sappiamo che il dott. Germano Giuliani (via P. Castaldi n. 30, Milano 118), acquistò personalmente in Francia dei pregiati Parigini e a lui poi si accodarono i vari Alessandri, Testi, Tega, Medetti, Pesciantini, Astori, Fatti, Vaccari, Scola e molti altri di cui ora mi sfugge il nome, fino a venire ai nostri giorni.
    Riccardo della Rovere

  2. #2
    Paride
    Guest

    Articolo molto interessante e godibile.
    Grazie all'autore che ha sintetizzato e spiegato in maniera semplice e completa
    alcune particolarità di questo meraviglioso arricciato. [[441 [[441 [[441
    [=^||||

  3. #3
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    Salve ragazzi sono nuovo del forum.. io cerco informazioni sul Picard..C è qualcuno che mi sappia dire qualcosa di più ??
    Qualcuno che sta cercando di ricrearlo o meglio come fare per ricostruirlo ??
    Tutto quello che ho scoperto è che si trattava di un parigino grezzo cioè più piccolo e meno arricciato del parigino!
    UN canarino intermedio tra l arricciato del nord e il parigino!!
    Fatemi sapere per favore e
    Grazie

  4. #4
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    Allora lo scritto va bene ma la foto che appare del soggetto singolo preso frontalmente è quella di uno splendido Arricciato Gigante Italiano. Il Picard era un vecchio arricciato intermedio fra il Nord e l'Arr. di Parigi questa razza con la definizione degli standard non è rientrata nelle caratteristiche che un arricciato doveva possedere perchè, ripeto, era un intermezzo tra due razze e lo si abbandonò per curare meglio le due razze principe.
    Giuseppe

  5. #5
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    Grazie per la risposta Sig. Giuseppe Nastas ma era ed è solo una mia curiosità di come anzi di ricostruire questa razza ?
    C è un modo ??
    La ringrazio!
    Distinti saluti!

  6. #6
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    Un tempo gli allevatori erano molto più attenti di oggi, probabilmente a torto, e una razza si doveva differenziare dalle altre in modo fin troppo evidente, ecco perché il Picard, robusto Arricciato di grossa mole, ritenuto una "via di mezzo" tra Nord e Parigini, fu abbandonato al suo destino. In realtà era un canarino tipico di una regione della Francia, che forse sarebbe stato meglio conservare, in primis perché allevava la sua prole, in secundis perché aveva un naturale piumaggio forte e vi esistevano ancora dei veri intensi. E' difficile pensare ad una ricostruzione di quello di cui si sa troppo poco (ad esempio io, per cercare di ricreare il Canarino Italico, cerco sopravvissuti e, se li trovo, capisco dagli stessi soggetti vivi davanti a me come doveva essere la "razza" antica, ma dubito ci possano essere dei sopravvissuti del Picard).
    Ad ogni modo la base di partenza dovrebbe essere l'Arricciato del Nord, penso utilizzando soggetti intensi accoppiati con Arricciati di Parigi brinati di seconda scelta, selezionando tra le figlie quelle che allevano da sole la propria prole.
    Dai disegni che ho io il Picard era un grosso Arricciato del Nord (18 - 19 cm.), con un piumaggio più folto, che possedeva anche arricciature proprie del Parigino, come le olive, le piume di gallo, i favoriti e l'elmo, ancorché molto più ridotte. Non so nulla delle cosce, anche se suppongo fossero a "gamba di bruco". La coda era forte e squadrata all'estremità, non a coda di rondine. Il portamento era "a rana", cioè non eretto come l'Arricciato del Nord, ma abbassato come il Parigino. Forse si potrebbe tentare anche introducendo dei Padovani consort o dei Fiorini o ancora dei Rogetti nella linea che si sarà creata, selezionando sempre i soggetti migliori, bisognerebbe però entrare in possesso di un disegno fatto dal vivo o di una foto dell'epoca, da usare come riferimento in mancanza di ogni e qualunque standard.

    Charles.

  7. #7
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    Una sola cosa : un applauso a Sig. Carlo eeee lo sapevo io che voi ehheh vabbè lasciamo stare ahaahha grazie tante a tutti ma un ringraziamento a Carlo!!!

  8. #8
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    Vi sono alcuni disegni il più rispondente è quello pubblicato nel libro CANARINI ARRICCIATI di De Basegggio e Lombardini pubblicato nek 1984 a pag. 77 dove è riprodotto un Picard che come si vede ha le caratteristiche del Parigino lui li definisce "dei parigini grezzi" e questa è la verità. Per ricreare la razza si deve partire da Parigini scadenti accoppiati a dei Nord scadenti e cioè con crevatte sopracciglia e addomi sporchi già in seconda generazione si vedrebbero i primi Picard.
    Giuseppe

  9. #9
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    Scusate ho scritto anno 1984 ma è il 1974
    Giuseppe

  10. #10
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    Ovviamente un grazie anche a voi :P

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