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Discussione: La ricostruzione moderna del bossu belga - aob

  1. #1
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    La ricostruzione moderna del bossu belga - aob





    LA RICOSTRUZIONE MODERNA DEL BOSSU BELGA

    Nel libro « Les Canaris de Posture », edito a cura dell'AOB , il posto d'onore è riservato al Bossu belga, vera gloria nazionale e non tanto per quello che il canarino fu è rappresentò in passato quanto per quello che è e rappresenta oggi in tutto il rinnovato fervore di ricerca, di studio, di conoscenza e selezione.

    Cinquant'anni della propria vita per ricostruire un canarino

    Che il Belgio, infatti, abbia avuto in un preciso momento della sua storia un canarino famoso, richiesto e strapagato da tutto il mondo, non è tanto straordinario quanto che quel canarino sia stato ricostruito, modernamente, principalmente da un uomo - A.J. Dawans - che vi ha dedicato oltre 45 anni della sua vita.

    Noi presenteremo e discuteremo questo vecchio e modernissimo canarino, ma prima ci sembra doveroso ricordare a tutti il travaglio, impossibile ad immaginare, della sua ricostruzione ad esempio e marito di chi ciancia con tanta disinvoltura di razze nuove e vecchie, dl metícciamenti, di mescolanze e combinazioni assurde ed impossibili.

    Conoscenza, pazienza ed un po' di fortuna

    La monografia del. Bossu, nel libro citato, è stata affidata - e non poteva essere diversamente - al Dawans che gli dedica ben 33 pagine fitte e documentate che riassumeremo nel più breve spazio possibile dopo la presente prefazione dedicata alla sua passione e alla sua tenacia.

    A morale della sua fatica egli termina: « Saranno eccezioni quelli che vorranno ricostruire e creare una nuova razza. Gli altri, molto più numerosi, che inizieranno con ceppi ben fissati non giungeranno che con molta pena a stabilire una « linea » di campioni. La natura si difende; essa è maleabile come l'argilla, ma dolcemente, molto dolcemente, senza urti e precipitazione; il minimo passo falso ed è l'annientamento delle vostre speranze: essa non per
    dona.
    La formula del successo si riassume in tre parole:
    conoscenza,
    pazienza,
    fortuna.

    Rimetterete la vostra opera, senza stancarvi, sul mestiere, pulendola e ripulendola ».


    Gloria e declino del Bossu

    La culla del Bossu fu la zona costiera delle Fiandre.
    Era principalmente allevato a Bruges, Gand, Anversa e Bruxelles, ma mentre a Gand, Anversa e Bruges furoreggiava un canarino di grande taglia (grote gentse vogel), a Bruxelles era preferito quello di piccola taglia, molto fine ed arcuato o piegato in avanti chiamato con nome funereo « doodbider » o priore in preghiera.


    Se ne fa risalire la formazione al 1600 ed il ceppo di origine sarebbe quella famosa « vecchia razza olandese » da cui usci anche il Malinois che ha conservato ancor oggi una leggera inclinazione in avanti.

    Nel 1750 l'esperto olandese Wicked descrisse, con molta proprietà le caratteristiche di forma e di posizione di questo canarino allevato nel Brabante, in particolare nei monasteri, e venduto ai nobili e facoltosi borghesi.

    A causa delle guerre civili e religiose che tormentarono i Paesi Bassi durante quel periodo il Bossu trasmigrò con i profughi in Inghilterra dove, dopo qualche trasformazione, assunse il nome di Scotch Fancy.

    Concorse alla formazione dello Scotch e a irrobustire lo York

    Fu solo cent'anni più tardi, verso il 1840, che in Belgio (a Gaud, Anversa e Burges) rifiorì l'allevamento del « gantese », furono fondati vari clubs ed organizzati incontri, scontri e mostre a cui intervenivano facoltosi amatori inglesi che si disputavano i migliori soggetti per migliorare il loro Yorkshire allora il più famoso Canarino di posizione.

    Era diffuso allora il detto:
    « Niente York senza dei buoni Bossu ».
    Ad ogni mostra, per 80-100 soggetti, erano presenti 30-40 inglesi che se li disputavano al suono di lire sterline. Le conseguenze furono: sfruttamento dei ceppi, meticciamenti, inquinamenti razziali e sanitari e l'inevitabile scomparsa della razza.

    I tentativi di Dawans

    Mr. Dawans entra in scena nel 1924 dopo la fune della prima guerra mondiale che aveva distrutto, qualora ne fosse rimasta qualche vestigia, le ultime tracce del Bossu.

    Egli allevava canarini da sei anni d'età e, innamorato da sempre del Bossu, non era mai riuscito a possederne un soggetto. Dopo essere stato giudice di canarini a Liegi, conobbe a Bruxelles, dove si era trasferita, il presidente di quell'associazione ornitologica, il signor Dupire, del quale divenne amico. Con questi, 1a signora Joakim e il signor Lambeau, tutti presi dalla stessa ansia, costituì, appunto nel '24 una specie di « comitato » per la ricostruzione del Bossu.
    Le ricerche inizialmente erano soprattutto di carattere bibliografico. Si voleva, attraverso scritti (articoli, libri, lettere) in primo luogo scoprire in che modo i primi cultori avevano creato il Bossu, da quali razze derivasse, quali mutazioni avessero eventualmente modificato la sua struttura fisica e la posizione.

    Fu un lavoro improbo e scarso di risultati pratici.

    Si scoprì molto empirismo e luoghi comuni assurdi, come, ad esempio, che la «forma» gli fosse derivata da una mutazione improvvisa o, peggio, doli' impiego di gabbie cal tetto malto basso.

    Conclusioni delle ricerche bibliografiche

    Le ricerche, di notizie e di soggetti, furono estese in Inghilterra, Francia, Germania, Olanda ed Italia senza rinvenire nulla di decisivo.
    Si scopri solo che nel 1920 l'amatore Meewes Robbens, di Anversa, possedeva un ceppo raccogliticcio di Bossu rastrellato dopo la fine della guerra di cui, secondo una corrispondenza del giornalista Mercier, aveva esposto alcuni pregevoli soggetti ad una mostra nell'ottobre del 1921.

    Ma nel 1924, al momento di un sopraluogo del « comitato » nell'abitazione dell'ormai anziano sig. Robbens di quel ceppo non esisteva neppure un soggetto.

    Da tutto questo lavoro di ricerca che durò due anni, il « Comitato » trasse alcune convinzioni giudicate importanti quanto, a nostro parere, ovvie ma soprattutto vaghe e confuseper chi si proponeva di ricostruire il canarino scomparso: che il Bossu aveva avuto per progenitori e partners sia il « vecchio olandese » che il Malinois ; che il Bossu era servito ad irrobustire e formare strutturalmente lo York allora considerato un « Bossu raddrizzato »;
    - che lo Scotch era derivato dal Bossu ed indirettamente dallo York;
    che Bossu, York, Scotch, Malinois e Olandese del sud avevano, alle origini mescolato copiosamente il loro sangue per cui, per ricostruire uno di loro era alle razze disponibili che bisognava ricorrere.

    Non essendo in via assoluta disponibili ne Bossu né Scotch, l'attenzione dei membri del «Comitato» si risolse nell'ordine a York, Olandese e Malinois ma non com'erano in quel momento, ma quali presumibilmente erano verso il 1750,all' epoca (durò circa 150 anni) di formazione del Bossu.
    Il fallimento del primo tentativo

    Fu così che il sig. Dupire nel 1926 si recò in Inghilterra e dopo molte ricerche ritornò con 3 coppie di York demodé o vecchio stile con testa lunga non rotonda, spalle alte, senza sopraccigli che nel '27 diedero 7-8 novelli pieni di asma e inadatti alla riproduzione.

    L'anno successivo fecero qualcosa di meglio.

    In quello stesso anno fu rinvenuta nel mezzogiorno della Francia una coppia di Olandesi del sud di vecchio stile e in Fiandra dei vecchi Malinois.
    Più tardi la coppia degli arricciati risultò essere due femmine che furono accoppiate a degli York.
    Agli inizi del '29 il « comitato * disponeva di:

    - 3 « linee » York x York selezionati per le spalle alte e la posizione diritta;

    - 3« linee » Olandese x Olandese, selezionate per allungare il collo, rimpicciolire la testa ed ingrandire la taglia;

    - 3 « linee » Malinois selezionate per migliorare i canarini secondo il vecchio standard;

    - 2 « linee » di meticci York x Olandese;

    2 « linee » di meticci York x Malinois;

    2 « linee » di meticci Malinois x Olandese.

    La produzione del '29 non fu cattiva così che per la stagione cove del '30 Dawans assortì una trentina di coppie secondo i criteri selettivi ora descritti. I risultati furono disastrosi: meno del 20% dei nati superò la muta.

    Agli inizi del '32 non c'era più materiale valido per formare neanche una coppia.
    Dice Dawans: « mentre eravamo molto inoltrati nel lavoro di selezione le condizioni sanitarie dei canarini, nonostante le nostre cure e l'esperienza, era
    no pessime.
    La consanguineità spinta (fratello x sorella) che sviluppava fortemente i caratteri che ricercavamo, esaltava al massimo tare e difetti ereditari in canarini ds provealienza eterogenea già di salute compiomessa.

    Nel ceppo la fecondità era minima, elevata la mortalità nel guscio e dopo la schiusa, notevole le perdite durante la muta. I sopravvissuti costitui
    vano una vera corte dei miracoli: asmatici, ammalati di cuore e di fegato, zampe deformate, dita e unghie irregolari, epilettici, etc. dai quali non era pos
    sibile attendersi nulla di buono ».

    Gli insegnamenti della seconda esperienza

    La prima esperienza era così terminata con risultati nettamente negativi ma con conoscenze utili per il lavoro successivo. « Noi eravamo ora sicuri - scrive Dawans - della strada da percorrere nonostante dubbi e perplessità. Ad
    esempio eravamo meravigliati ds rian riscontrare, in alcun soggetto proveniente da York x Olandese o Malinois x Olandese, la posizione dell'arricciato o che solo in alcuni dei meticci le spalle fossero un po' più alte che nello York o nel Malinois; che la testa piccola e serpentina si trasmettesse con facilità e le arricciature fossero presenti in tutti i meticci di padre o madre Olandese; che il collo invece fosse molto meno lungo; che qualche meticcio di Olandese x York pur ereditando le gambe dell'arricciato assumesse sul posatoio la posizione diritta dello York ».

    Dawans intendeva fare tesoro di tutte queste esperienze per proseguire ancora assieme o solo il suo tentativo.

    ( continua)

  2. #2
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    marco aspetto la seconda puntata! molto avvincente1--.
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  3. #3
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    stupendo questo articolo marco grazie

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