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Discussione: Sottolineare la differenza tra l’uomo e l’animale è sempre più necessario

  1. #1
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    Sottolineare la differenza tra l’uomo e l’animale è sempre più necessario

    Esiste oggi una forma di animalismo sfrenato che è davvero deleteria. Non si parla certo di chi difende e protegge gli animali dalla inutile violenza, cosa di grande valore e sensibilità, ma l’accusa è verso quella forma di fanatismo che diventa un vero accanimento verso l’uomo, ritenuto “cancro del pianeta”, un ritorno al panteismo o alla devozione di una Terra Madre (Gea).

    Ovviamente la componente laicista della società ne approfitta per diffondere il riduzionismo dell’uomo all’animale, si veda ad esempio il pensiero di Singer, Dawkins, Zapatero, Hack, Veronesi. Proprio quest’ultimo ha parlato qualche giorno fa di scimmie come «nostri fratelli e sorelle».

    Contro questo isterico eco-animalismo si è scagliato di recente il filosofo laico Fernando Savater.

    E’ evidente che oggi, purtroppo, difendere l’eccezionalità dell’uomo viene oggi visto come una discriminazione diretta degli animali, un preludio per una loro discriminazione.

    Ma questa è una deduzione folle e completamente ingiustificata: esistono tantissimi allevatori vegani, vegetariani e ambientalisti e con maggiore sensibilità di altri circa le sorti del Creato.
    Uomini che si battono per interrompere le crudeltà verso i suini e uomini che propongono l’ambientalismo blu, altri invece che preferiscono usare il loro tempo per assistere gli uomini, i bambini, gli anziani e gli ammalati. Ognuno fa il suo, senza nessuno fondamentalismo, senza voler paragonare l’uomo all’animale (anzi, solo certi animali, quelli più teneri) o estendere loro i diritti umani. Questa è pura antropomorfizzazione.

    In proposito, il filosofo Tommaso Scandroglio ha ottimamente commentato una recente vicenda giudiziaria tra alcune orche e i proprietari di tre grandi parchi acquatici americani.

    Gli avvocati di Peta (People for Etichal Treatment of Animals) hanno trascinato in giudizio questi ultimi perché le orche sono ridotte in schiavitù dato che sono state tolte dal loro ambiente naturale, sono costrette a nuotare in piccole vasche e obbligate – come se fossero lavori forzati – ad esibirsi per il divertimento di noi uomini. Questo cozzerebbe con il 13° emendamento della Costituzione americana che vieta la schiavitù e i lavori forzati. Le orche, dicono, non devono essere lese nella loro libertà “personale”, ma devono far ritorno nell’Oceano.
    I giudici hanno tuttavia respinto la richiesta stabilendo che l’emendamento si applica solo agli esseri umani: «Nella storica frase “We the people…” (“Noi, il popolo…”) nessuno alludeva alle orche». Attenzione: certamente ci sono situazioni in cui in questi parchi acquatici gli animali vengono maltrattati, e quindi è opportuno vigilare come fanno questi attivisti, ma è la strategia usata ad essere assurda, proprio in quanto si è tentato di difendere gli animali paragonandoli agli uomini.



    Il filosofo ha fatto alcune considerazioni molto interessanti da cui abbiamo preso spunto per smontare questa ideologia fanta-ecologista disumana, nel vero senso della parola.

    1) PERCHE’ SOLO ALCUNI ANIMALI? PERCHE’ NON LE PIANTE?

    “Le orche hanno dei diritti”, dicono. E’ possibile essere d’accordo, ma a patto che per non discriminare nessuno dovremmo riconoscere dei diritti non solo ai tenerissimi panda, ma anche a pulci, zecche, pidocchi, ragni, piccioni, topi, scarafaggi, formiche, mosche, zanzare ecc.
    Ma anche i batteri appartengono al regno animali, dunque se l’animale vale quanto l’uomo dovremmo smettere di curarci l’influenza o l’HIV? Bisognerebbe che questi militanti smettessero anche di girare a piedi o in auto per le loro battaglie, dato che ogni loro movimento comporta il massacro di milioni di animali (sotto le scarpe, sul parabrezza ecc.). E perché poi discriminare le piante?
    Questi fanatici, aggressivi verso chi non è vegetariano, fanno scorpacciata di vegetali, anche se è dimostrato che vi sia in essi attività neurologica e, addirittura, gli ortaggi comunicherebbero tra loro lanciandosi richieste di aiuto. Magari quando scorgono in lontananza Michela Brambilla o Margherita Hack? Il diritto delle piante dove va a finire?

    2) ESTENDERE LORO ANCHE DIRITTI MINORI?

    Se le orche hanno diritto alla libertà ciò comporta necessariamente riconoscere riconoscere loro anche diritti minori o di pari importanza: diritto di compravendita, di voto, alla pensione, di coniugio, etc. Tutte modalità attraverso cui la libertà di un individuo si esprime e che quindi non possono essere negate.

    3) RICADUTE TRAGICOMICHE?

    Se la sentenza americana avesse avuto esito positivo le ricadute sarebbero state tragicomiche: obbligo di tutti i possessori di bocce in vetro contenenti pesci rossi di sversare il contenuto in mare o nel lago.
    Anche cardellini, fringuelli, pappagalli e canarini avrebbero visto aprirsi le porte delle loro gabbiette a motivo di questo animalesco indulto (per entrambe le specie ovviamente il risultato sarebbe stato la morte improvvisa dato che sono animali domestici). Da qui ovviamente il divieto perpetuo di trasmettere il cartone animato Gatto Silvestro perché il canarino Titty dietro le sbarre avrebbe sicuramente configurato apologia di reato. Infine il dubbio: forse che anche l’amato cane Fido implicitamente ci chiede di lasciarlo in mezzo ad una strada per ritornare libero allo stato brado condizione originaria dei suoi lontani progenitori, piuttosto che restare legato ad un guinzaglio impacchettato in un maglioncino rosso. Però se lo facessimo saremmo di certo travolti dall’ira di una pletore di animalisti convinti. Insomma ci troveremmo tra due fuochi: Fido libero o ridotto in schiavitù ma non abbandonato? Un’altra domanda: ama di più i pesci o i pappagalli chi li tiene nell’acquario/gabbietta o chi li lascia liberi nel loro ambiente?

    4) AVERE DEI DIRITTI COMPORTA DEI DOVERI

    Se vogliamo estendere agli animali i diritti destinati agli uomini, questa stessa libertà per forza di cose comporterà delle responsabilità. Da che mondo è mondo se io uomo uso male della mia libertà dovrò pagarne le conseguenze: libero di andare in giro in auto, ma se investo una persona me ne assumerò le conseguenze anche legali.
    La dolce Tilly, una di queste cinque orche, in passato ha sbranato ben due dei suoi addestratori.
    Nulla di scandaloso: ci sarà pur un motivo se questi cetacei in inglese sono conosciuti con l’appellativo di killer whales. Essendo in America però la nostra Tilly si meriterebbe un’immensa sedia elettrica. In Italia, a Livorno, un branco di cani ha sbranato in questi giorni un camionista, padre di famiglia. Un cane non randagio, addomesticato e “amico dell’uomo” ha massacrato un bimbo di 9 anni nel 2008, nel 2009 la stessa sorte è toccata a un bimbo di un anno, pochi mesi fa un neonato è morto dopo l’aggressione del cane dei genitori. Di fronte a tutto questo, chi invocasse la scriminante “l’animale è innocente perché è l’istinto ad averlo costretto ad agire così”, entrerebbe in palese contraddizione: se è l’istinto a presiedere alle azioni degli animali, allora dobbiamo concludere che i loro atti sono determinati da madre natura e quindi non sono liberi, come quelli umani. Ma allora significa che cagnolini e orche sono schiavi dell’istinto. E dunque, che senso ha berciare tanto nel difendere i loro diritti “umani” di libertà? Oppure vale anche il contrario: dato che si vuole ridurre l’uomo ad un animale sociale, come la formica o la scimmia, perché non esigiamo che il trattamento di impunità riservato agli animali sia esteso anche agli assassini della nostra specie?

  2. #2
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    Sono tutte spiegazioni e motivazioni razionali.
    Sono tutte spiegazioni e motivazioni, però, che provengono da un esponente del genere umano.
    Genere umano che, a torto o ragione, si è eretto a giudice supremo sul pianeta terra.
    Giudice supremo che sentenzia in continuazione senza contraddittorio.
    La vita è movimento

    R.N.A 71RR

  3. #3
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    Sono tutte spiegazioni e motivazioni razionali.
    Sono tutte spiegazioni e motivazioni, però, che provengono da un esponente del genere umano.
    Genere umano che, a torto o ragione, si è eretto a giudice supremo sul pianeta terra.
    Giudice supremo che sentenzia in continuazione senza contraddittorio.
    L'uomo si comporta semplicemente come qualunque altro animale, dove il più forte prevarica il più debole. Fa parte del ciclo nella Natura.
    Ciao, Roberto

    (allevo parrocchetti australiani)


  4. #4
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    L'uomo si comporta semplicemente come qualunque altro animale, dove il più forte prevarica il più debole. Fa parte del ciclo nella Natura.
    Diciamo che la forza dell'uomo sta nella sua intelligenza e capacità di adattamento.
    Ritengo, però, che la quantità, la qualità e l'intensità delle sue prevaricazioni sulle altre specie viventi siano, in qualche modo, squilibrate rispetto a quel ciclo della natura di cui parli.

    N.B. Parere chiaramente personale.
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  5. #5
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    Credo che i più grandi prevaricatori esistiti sulla terra finora, tra gli esserei viventi, siano state le alghe monocellulari fotosintetiche.

    Comparse tra i 3 e i 2,5 miliardi di anni fa, hanno modificato l'atmosfera terrestre trasformandola da riducente ad ossidante. Questo perchè producevano ossigeno come elemento di scarto dei loro processi metabolici, ossigeno che a lungo si è accumulato nell'atmosfera terrestre andando, appunto, a trasformarla radicalmente.
    Così facendo, le alghe monocellulari fotosintetiche hanno fatto scomparire la stragrande maggioranza degli esseri viventi presenti sulla terra prima di loro, i batteri anaerobi, poichè questi muoiono in presenza dell'ossigeno.

    Per il resto condivido il pensiero del filosofo Tommaso Scandroglio, riportato da Marco Cotti.

    Perchè salvare i delfini dalla mattanza e non i tonni? Hanno diversa dignità?

    Perchè per noi è normale mangiare l'agnello e ci inorridiamo per chi mangia il cane? Hanno diversa dignità?

    Un cane accompagnatore dei non vedenti è un animale sfruttato contro la sua volontà? Non si devono più addestrare i cani per i ciechi?

    Per essere coerenti, niente animali soggiogati per il lavoro umano: cavalli, buoi, asini, dromedari, elefanti, yak ecc. Tutti liberi.

    Ma anche niente trappole per i topi, niente derattizzazioni, niente spray anti zanzare, niente antitarme nell'armadio dei cappotti, fuorilegge gli shampoo contro i pidocchi...

    Sto esagerando? Allora a quale livello zoologico fissiamo l'asticella? Fino a che punto deve essere rispettata la piena libertà del vivente? Solo i Mammiferi, ma tutti? Oppure includiamo tutti i Vertebrati?
    Che sfortuna per tutti gli invertebrati! (polpi, ostriche, aragoste, scorpioni, spugne...).
    Ciao, Roberto

    (allevo parrocchetti australiani)


  6. #6
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    Il discorso è estremamente complesso e variegato, così tanto, da poterci perdere la testa.

    Quello che penso è che qualsiasi fondamentalismo è dannoso, non sono vegetariano, e non ho mai appoggiato le azioni violente ed eclatanti dei facinorosi animalisti.

    Credo però che pur essendo lecito il consumo di carne animale, l'uomo si rende colpevole di farne un'utilizzo consumistico, senza alcun rispetto del fatto che tanti esseri viventi vengono uccisi, per finire in larga parte nei secchi dell'immondizia.

    Questa è una delle cose che vorrei veramente "cambiare".

    Sul discorso dei diritti, bisognerebbe garantire per lo meno quelli fondamentali relativi alla nutrizione e alla pulizia, abbinati ad ambienti idonei e carichi di lavoro moderati.
    Simone Durigon

    Allevatore amatoriale


    www.allevamentodurigon.com

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  7. #7
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    Argomento molto interessante. Marco x favore potresti indicarmi/ci il testo/articolo a firma Scandroglio a cui fai riferimento?!?

    Grazie
    Mirko - RNA TT25

  8. #8
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    per Mirko 78

    ti riporrto pari pari l'articolo di Scandroglio

    __________________________________________________ ______

    Una causa illuminante sui diritti delle orche



    di Tommaso Scandroglio

    22-02-2012



    E’ proprio il caso di dirlo: gli animalisti americani hanno fatto un bel buco nell’acqua. Ci riferiamo ad una recente vicenda giudiziaria che ha visto coinvolti da una parte alcune orche e dall’altro i proprietari di tre grandi parchi acquatici di California e Florida con marchio Seaword. Gli avvocati di Peta (People for Etichal Treatment of Animals) hanno trascinato in giudizio questi ultimi perché le cinque orche presenti nelle loro strutture sono ridotte in schiavitù dato che sono state tolte dal loro ambiente naturale, sono costrette a nuotare in piccole vasche e obbligate – come se fossero lavori forzati – ad esibirsi per il divertimento di noi uomini.

    Tutto ciò cozzerebbe con il 13° emendamento della Costituzione americana che da tempo ha abolito la schiavitù e i lavori forzati. Le orche non devono essere lese nella loro libertà personale, ma devono far ritorno nell’Oceano. I giudici qualche giorno fa hanno respinto la richiesta degli avvocati animalisti stabilendo che il 13° emendamento si applica solo agli esseri umani, approvando così la linea della difesa che per bocca del suo avvocato Theodore Shaw aveva affermato: «Nella storica frase “We the people…” (“Noi, il popolo…”) nessuno alludeva alle orche».



    La "bestiale" iniziativa del Peta fa fiorire una serie di considerazioni tra cui le seguenti.




    "Le orche hanno dei diritti". Questa premessa porta a due conclusioni. In primis per non discriminare nessuno dovremmo riconoscere dei diritti anche a pulci, zecche, pidocchi, scarafaggi e zanzare. Ad essere rigorosi dovremmo smettere di curarci se ci prendiamo un virus influenzale o peggio l’HIV o l’ebola. Anche i virus infatti appartengono al regno animale quanto le summenzionate orche e quindi hanno diritto a vivere liberi e felici dove pare a loro.


    La seconda conclusione è la seguente: se le orche hanno diritto alla libertà ciò comporta necessariamente che occorre riconoscere loro anche diritti minori o di pari importanza: diritto di compravendita, di voto, alla pensione, di coniugio, etc. Tutte modalità attraverso cui la libertà di un individuo si esprime e che quindi non possono essere negate.




    Altra considerazione: se la sentenza avesse avuto esito positivo le ricadute sarebbero state tragicomiche: obbligo di tutti i possessori di bocce in vetro contenenti pesci rossi di sversare il contenuto in mare o nel lago. Di conserva anche cardellini, fringuelli, pappagalli e canarini avrebbero visto aprirsi le porte delle loro gabbiette a motivo di questo animalesco indulto (per entrambe le specie ovviamente il risultato sarebbe stato la morte improvvisa dato che sono animali domestici). Da qui ovviamente il divieto perpetuo di trasmettere il cartone animato Gatto Silvestro perché il canarino Titty dietro le sbarre avrebbe sicuramente configurato apologia di reato. Infine il dubbio: forse che anche l’amato cane Fido implicitamente ci chiede di lasciarlo in mezzo ad una strada per ritornare allo stato brado, condizione originaria dei suoi lontani progenitori? Però se lo facessimo saremmo di certo travolti dall’ira di una pletore di animalisti convinti. Insomma ci troveremmo tra due fuochi: Fido libero o ridotto in schiavitù ma non abbandonato? Aspettiamo lumi dal fronte animalista.




    Terza riflessione: fino ad ora abbiamo assistito ad atti di tutela giuridica di persone che a loro volta tutelavano animali. Ne abbiamo trattato anche qui sulla Bussola con un articolo che riportava una sentenza del Tribunale di Milano la quale concedeva ad una signora di uno stabile, nonostante le proteste dei condomini, di sfamare alcuni gatti randagi in spazi comuni. Ora la novità: si tutelano direttamente gli interessi degli animali. Inutile domandarsi come le orche abbiano dato mandato ai loro legali di adire le vie legali.




    Infine una riflessione che gli amici di Fido non fanno mai, ma proprio mai. Se gli animali hanno diritto alla libertà e non devono essere rinchiusi in orrende gabbie, questa stessa libertà per forza di cose comporterà delle responsabilità. Da che mondo è mondo se io uomo uso male della mia libertà dovrò pagarne le conseguenze: libero di andare in giro in auto, ma se investo una persona me ne assumerò le conseguenze anche legali.



    Ora è bene sapere che la dolce Tilly, una di queste cinque orche, in passato ha sbranato ben due dei suoi addestratori. Nulla di scandaloso: ci sarà pur un motivo se questi cetacei in inglese sono conosciuti con l’appellativo di killer whales. A rigor di logica però la bella Tilly si meriterebbe un’immensa sedia elettrica, dato che ci troviamo negli Stati Uniti. Chi invocasse la scriminante che Tilly è innocente perché è l’istinto ad averla costretta ad agire così, entrerebbe in palese contraddizione. Se è l’istinto a presiedere alle azioni di Tilly e compagne allora dobbiamo concludere che i suoi atti sono determinati da madre natura e quindi non sono liberi. Ma allora se Tilly non è libera di agire come le pare, significa che è già schiava dell’istinto. E dunque perchè berciare tanto contro il fatto che questi cetacei sono rinchiusi in un parco acquatico e ridotti in schiavitù?


    Oppure per coerenza la soluzione potrebbe essere di segno opposto. Dato che da tempo anche il bipede homo sapiens sapiens è considerato un animale alla stregua di tanti altri, esigiamo che il trattamento di impunità riservato a Tilly sia esteso anche agli assassini della nostra specie di tutto il mondo: fuori tutti dalle carceri. Anche l’animale “serial killer” avrà agito sotto la spinta di un irrefrenabile pulsione del suo istinto. Nell’impossibilità di mettere al fresco l’istinto si lasci libero l’omicida perché lui, al pari delle orche, non ha colpa alcuna.
    Marco Cotti FEO 0004





    http://digilander.libero.it/cocoricoland/index.htm

    http://tarantamyblog.blogspot.com/

    Dove tuona un fatto, siatene certi, ha lampeggiato un'idea.
    Ippolito Nievo

  9. #9
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    Quote Originariamente inviata da Roberto Giani Visualizza il messaggio
    Per il resto condivido il pensiero del filosofo Tommaso Scandroglio, riportato da Marco Cotti.

    Perchè salvare i delfini dalla mattanza e non i tonni? Hanno diversa dignità?

    Perchè per noi è normale mangiare l'agnello e ci inorridiamo per chi mangia il cane? Hanno diversa dignità?

    Un cane accompagnatore dei non vedenti è un animale sfruttato contro la sua volontà? Non si devono più addestrare i cani per i ciechi?

    Per essere coerenti, niente animali soggiogati per il lavoro umano: cavalli, buoi, asini, dromedari, elefanti, yak ecc. Tutti liberi.

    Ma anche niente trappole per i topi, niente derattizzazioni, niente spray anti zanzare, niente antitarme nell'armadio dei cappotti, fuorilegge gli shampoo contro i pidocchi...

    Sto esagerando? Allora a quale livello zoologico fissiamo l'asticella? Fino a che punto deve essere rispettata la piena libertà del vivente? Solo i Mammiferi, ma tutti? Oppure includiamo tutti i Vertebrati?
    Che sfortuna per tutti gli invertebrati! (polpi, ostriche, aragoste, scorpioni, spugne...).
    Posso in parte condividere il tuo pensiero.
    Ritengo, però, che un fatto sia difendersi dalla puntura di una zanzara, magari utilizzando uno spray solo quando sia necessario, e un fatto è nutrirsi di Paté de foie gras *.
    Imbottire una mucca di antibiotici perché si è scoperto che gli antibiotici aiutano a produrre più latte e poi ritrovarsi, dopo due anni, la stessa mucca incapace di rimanere in cinta e quindi utilizzabile solo per carne da macello, non credo che sia una visione illuminata della nostra esistenza su questo pianeta.
    Uccidere animali oltre il ragionevole e comprensibile bisogno di nutrirsi (basta guardare l'eccedenza e lo spreco nei supermercati di carne e derivati, ma anche di pesce e affini, senza contare la verdura e la frutta che si preca) non credo che rappresenti la via per riportarte un maggior equilibrio tra l'uomo e la natura.
    E quando parlo di equilibrio parlo anche del fatto che un cane od un gatto cercano di liberarsi di pulci e zecche, ma non vanno in giro per il mondo per cercare di sterminarle tutte.

    Parere chiaramente personale.

    * Per tutti coloro che non conoscono il procedimento per produrre il foie gras, li invito a digitarne il nome su You tube.
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  10. #10
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    di Tommaso Scandroglio

    22-02-2012
    Molto razionale l'intervento del Dott. Scandroglio, e non potrebbe essere altrimenti vista la natura filosofica-giurdica dei suoi studi.
    Mi fa sorridere, però, il pensiero che tutta questa razionalità non gli servirebbe a sapere - a meno che non l'avesse letto o studiato prima - quando arricchire la propria alimentazione di carboidrati piuttosto che proteine ovvero di disintossicanti per il fegato, come, invece, sa fare d'istinto anche un piccolo uccellino.

    Se sapessimo guardare la natura con uno sguardo più umile forse ne gioverebbe l'intero pianeta ed in primis noi stessi.

    E' inutile dire che questo è un parere personale.
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