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Discussione: Diversamente belli

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    Diversamente belli

    Sappiamo bene che non tutti gli uccelli sono dell'aspetto realmente gradevole ma alcuni esibiscono delle particolari caratteristiche e delle unicità che li rendono interessanti e.... diversamente belli.



    Il Corvo becco grosso o corvo avvoltoio o corvo d'Abissinia (Corvus crassirostris) è diffuso in gran parte dell'Etiopia, Eritrea e Somalia occidentale, dove colonizza le montagne fino a 3.400 m d'altitudine. Più grande fra i passeriformi, raggiunge la lunghezza fra i 60 ed i 64 cm e un’apertura alare di circa 80 cm.

    Presenta il piumaggio molto fitto quasi completamente di colore nero lucido, con sfumature metalliche porporine ai lati del collo e brunastre sul petto. La nuca, ricoperta da piume corte e sericee, presenta una macchia bianca a forma di pera. Nere le forti zampe munite di forti artigli e il becco abbastanza grosso, fortemente ricurvo nella sua parte distale, rigonfio nella sua parte superiore ed appiattito ai lati, bianco in punta. Gli occhi sono di colore bruno.
    Onnivoro, si nutre principalmente di carogne, insetti ed altri invertebrati, piccoli vertebrati e uova, raramente bacche e frutta. Non disdegna di predare a colpi di becco anche lepri e pollame. Le sue abitudini ed il suo stile di vita sono simili a quelle del corvo imperiale.



    La cicogna marabù (Leptoptilos crumeniferus) è una specie appartenente alla famiglia dei Ciconiidi (Ciconidae). Al suo genere appartiene anche il Marabù asiatico (Leptoptilos dubius).
    Si trova in tutta l'Africa sub-sahariana, dal Senegal all'Eritrea verso est e fino al Natal in Sud Africa. Il suo areale comprende le aree acquatiche e paludose ma spesso si trova anche in luoghi antropizzati come i villaggi di pescatori dove sfrutta le discariche di rifiuti per nutrirsi.

    È un grande uccello dall'aspetto insolito. Alto circa 1,5 mt-. sta su lunghe zampe grigie. La parte superiore del corpo e le ali dell'uccello sono nere o grigio scuro e le parti inferiori sono bianche. Il collo e la testa non contengono piume e presenta una lunga sacca rossastra che pende dal collo che viene utilizzata nei rituali di corteggiamento.

    È un animale saprofago ovvero si nutre di carcasse e di scarti di cibo umano. Non avendo un becco adatto allo smembramento delle carcasse spesso si associa a gruppi di avvoltoi al momento del pasto rubando loro pezzetti di carne. La testa ed il collo appaiono completamente nudi, probabilmente un adattamento legato alle abitudini alimentari. Implementa la sua dieta con animali vivi come pesci, locuste, termiti, rane, lucertole, ratti, topi, serpenti e uccelli, compresi i piccoli di fenicottero. Cibandosi, in massima parte, di carcasse in decomposizione ha un importante ruolo di “spazzino” limitando il dilagare di malattie.

    Le sue morbide piume bianche della coda un tempo venivano usate per abbellire abiti, cappelli e sciarpe.



    Il Piccione selvatico è una specie sedentaria diffusa in Europa occidentale, Europa meridionale, Africa settentrionale, Asia minore e parte dell’Asia sud-occidentale e meridionale.
    In Italia, come d’altronde in altri paesi, molte popolazioni sono state geneticamente estinte da colombi di provenienza domestica, per cui l’attuale areale delle colonie in accettabile stato di purezza è limitato alle regioni centro-meridionali della penisola e delle isole.
    Ha un comportamento simile a quello del Piccione terraiolo. È tendenzialmente gregario e vive in branchi più o meno numerosi per tutto l’anno, compreso il periodo della riproduzione. Possiede un volo più veloce e sostenuto rispetto a quello degli altri Columbidi selvatici, con rapidi battiti d’ala e scivolate. Sul terreno, dove ricerca il cibo, cammina dondolando la testa. Si posa abitualmente a terra, su rocce e costruzioni ma quasi mai sugli alberi.

    Si ciba essenzialmente di semi di piante erbacee sia spontanee che coltivate. Pare che l’unica fonte alimentare di origine animale sia costituita da Molluschi sia acquatici sia terrestri.



    Il capovaccaio pileato (Necrosyrtes monachus), unica specie del genere Necrosyrtes, è un rapace della famiglia degli Accipitridi originario dell'Africa sub-sahariana. È il rappresentante più piccolo e meno imponente della sua sottofamiglia, i Gipini.

    È diffuso in gran parte dell'Africa sub-sahariana, dal Senegal e dalla Mauritania meridionale verso est, attraverso Niger meridionale e Ciad, fino al Sudan meridionale e del Sud, Etiopia e Somalia occidentale, verso sud fino alla Namibia settentrionale e al Botswana e, attraverso lo Zimbabwe al Mozambico meridionale e al Sudafrica nord-orientale.

    Lungo da 62 a 72 cm presenta il piumaggio color cioccolato con la parte posteriore del collo ricoperta di piumino bianco, che forma una sorta di cappuccio sulla testa e un collare di piume bianche. La pelle nuda della faccia, generalmente grigiastra, può assumere una tonalità rosa brillante, rossa o perfino bluastra quando l'animale è agitato, a seguito della dilatazione dei vasi sanguigni del collo e della testa. Questa reazione è del tutto involontaria, e sembra essere una forma di allarme per i simili. Quando è spaventato, la pelle diviene pallida o bianco-grigiastra. La coda è squadrata, non appuntita, ed è interamente nera. Le femmine sono leggermente più grandi dei maschi.

    In Botswana questa specie si associa ai branchi di licaoni e in Uganda si rinviene spesso in compagnia dei marabù.



    Il frate rumoroso (Philemon corniculatus) è un uccello passeriforme della famiglia dei Melifagidi originario della Nuova Guinea meridionale e dell’Australia orientale. È una delle numerose specie conosciute come frati le cui teste sono prive di piume.

    Il suo habitat preferito comprende aree boschive secche aperte e altri boschi, nonché macchia costiera e brughiere. Possono anche essere visti nelle zone umide e nelle foreste umide.

    Ha una caratteristica testa nera calva, un piumaggio prevalentemente grigio-marrone, ad eccezione del petto e del ventre, che è di un bianco sporco più chiaro. Ha gli occhi rossi e un becco forte con una "protuberanza" prominente alla base. La coda è composta da piume bianco-argento con la punta bianca.

    Si nutre di insetti, nettare e frutti autoctoni. Il loro consumo di frutta coltivata a fini commerciali li porta in conflitto con gli umani che li considerano parassiti.

    Sono aggressivamente protettivi nei confronti dei loro nidi e sono noti per piombare in picchiata.



    L'ibis calvo (Geronticus calvus) è diffuso in gran parte dell'Africa meridionale: lo si trova infatti in Sudafrica, Lesotho e Swaziland, frequenta zone semiaride e rocciose, con presenza di falesie o canyon rocciosi dove nidificare, alternati ad aree pianeggianti e steppose dove cercare il cibo.

    Lungo circa 80 cm, presenta il piumaggio completamente nero, con riflessi metallici di colore verde e bronzeo presenti in particolare sulle ali. La testa è quasi completamente calva, con l'attaccatura del piumaggio che, a seconda dell'esemplare, può essere sulla nuca o già al di sotto della cervice: la pelle nuda si presenta molto rugosa e di colore rosa chiaro, a volte tendente al biancastro od al giallo. Dall'attaccatura del becco, proseguendo fra gli occhi e fino alla nuca, l'ibis calvo presenta un ispessimento osseo simile a una piccola cresta globosa, liscia e di colore rosso vivo. Le zampe ed il becco, che è lungo e a forma di falce, sono anch'essi dello stesso colore. Gli occhi, piuttosto grandi, sono posti lateralmente, presentano pupilla tondeggiante e sono di colore ambrato.

    Si nutre di piccoli animali come serpenti, sauri, piccoli mammiferi, insetti ed altri invertebrati, che cacciano sul terreno, utilizzando il lungo becco.

    L'Ibis calvo è valutato come Vulnerabile sulla Lista Rossa IUCN 2010 delle specie minacciate.



    Il tacchino selvatico (Meleagris gallopavo) è un uccello galliforme appartenente alla famiglia dei Fasianidi.

    Già addomesticato sia dagli Aztechi, che dagli indigeni locali, ricoprì un ruolo talmente importante nell'evolversi della storia americana, che Benjamin Franklin propose di farne il simbolo degli Stati Uniti. Onore che invece toccò alla aquila calva.

    Nei territori originali frequentano habitat molto diversi che si estendono dalle aree paludose della Florida alle foreste montane dell'ovest degli USA sino al Messico. In inverno, così come per la maggior parte dell'anno, vivono riuniti in gruppi relativamente grandi con i maschi separati dalle femmine, mentre i giovani rimangono assieme alle madri sino alla primavera successiva a quella della loro nascita.

    Nei gruppi dei maschi, pur potendo verificarsi anche in quelli delle femmine, vige una ferrea gerarchia, con gli esemplari più vecchi e/o forti che dominano quelli più giovani e/o deboli.

    Vagano razzolando per quasi tutta la giornata in cerca di cibo perlopiù composto da ghiande, semi di pinte selvatiche di vari tipi, erbe, germogli, foglie tenere, fiori, gemme, bacche e frutti, ma anche mais, grano, orzo, avena, soia ecc, oltre ad una buona integrazione proteica derivante da insetti di ogni genere e piccoli vertebrati.



    La sula australiana (Morus serrator) è un uccello appartenente alla famiglia dei Sulidi, diffuso lungo le coste dell’Australia e della Nuova Zelanda.
    Lunga tra gli 85 ed i 97 cm, ha un aspetto molto simile a quello della sula bassana ed è quasi identica alla sula del Capo; se ne distingue per avere coda nera al centro e bordo posteriore dell'ala nero.

    Questi uccelli sono tuffatori subacquei e pescatori spettacolari, che si tuffano ad alta velocità fino a 20 m nell'oceano e possono immergersi da 1–2 m.

    Nidifica nelle isole al largo dello Stato australiano di Victoria e della Tasmania; una dozzina di colonie vive in Nuova Zelanda, al largo dell'Isola del Nord. Il raggruppamento più importante è composto da 5000 coppie. Al di fuori della stagione riproduttiva, le sule australiane si disperdono in alto mare, dall'Australia occidentale alla Nuova Zelanda orientale, frequentando l'Oceano a sud del tropico del Capricorno.

    Si nutre principalmente di pesce che pascola vicino alla superficie e di cefalopodi. Seguono anche i pescherecci per raccogliere i pesci scartati.



    L’anatra muta (Cairina moschata) chiamata anche anatra muschiata, è un animale appartenente alla famiglia degli anatidi che si contraddistingue per il suo unico e raro vociare e per il mancato periodo di muta nel corso della sua vita.

    Per contraddizione rispetto al nome, l’anatra muta è una tra le più chiassose, soprattutto le femmine. Il loro verso è uno dei motivi per cui sono state scoperte e riconosciute dai primi osservatori di uccelli in quanto non solo non sono mute, ma producono una ricchissima gamma di suoni sia a bassa intensità sonora sia simili a dei sibili, come se stessero respirando con affanno.
    Gli esemplari di questa specie sono originari del continente sudamericano e sono diffusi al giorno d’oggi in varie zone dal Paraguay fino alle Guiane.
    Negli anni sono arrivate anche in Europa ma tutt’ora continuano a non essere diffuse come invece lo sono altre anatre.

    Nel maschio intorno all’occhio e sulle guance sono presenti delle caruncole molto evidenti caratterizzate da colori forti che possono variare dal nero al rosso. Il risultato a livello estetico è un “effetto maschera” sopra il becco che può essere sia nero, sia rosa, sia anche rosso cupo. Ha Le zampe palmate, di colore giallo arancione o nero, con unghie lunghe e taglienti. Le femmine sono a tutti gli effetti molto più piccole e minute.
    Entrambi hanno una spiccata dote al volo ma per scelta volano basso, planando sul terreno oppure sulla superficie dell’acqua.

    Si nutre principalmente di vegetali e foglie d’albero ma anche di piccoli insetti, molluschi e vermi che cacciano negli stagni, nelle paludi o fra la vegetazione disponibile.

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    ROE - A.O.E. 016 - F.E.O.0016SV 085AIAP 26

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    L'hoatzin (Opisthocomus hoazin), noto anche come uccello rettile, uccello puzzola, uccello fetente, o fagiano di Canje, è l'unico membro del genere Opisthocomus e l'unico genere esistente della famiglia Opisthocomidae.

    L'hoatzin è diffuso in un ampio areale sudamericano lungo i bacini del Rio delle Amazzoni e del fiume Orinoco, in Sud America, prediligendo habitat fitti, che comprendono le paludi, mangrovie e le foreste ripariali dalla fitta vegetazione.

    Lungo 65 centimetri circa, presenta un collo lungo e una testa piccola, con la faccia nuda e di colore blu, e grandi occhi marroni-rossi, mentre la testa è sormontata da una grande cresta costituita da piume lunghe, appuntita e ruvide. La lunga coda fuligginosa ha una punta larga ed è color camoscio. La parte dorsale delle ali è color cuoio scuro, con bordi marroni fuligginosi sulle penne copritrici delle ali e color cuoio striato sul dorso e sulla nuca. Le parti inferiori sono lucide, mentre il crissum (le penne copritrici del sottocoda che circondano la cloaca), le primarie, le copritrici ed i fianchi sono color castagno rossiccio, ma ciò è principalmente visibile quando l'animale apre le ali.

    Erbivoro, si nutre di foglie e frutti. Una delle sue caratteristiche più inusuali è il suo insolito apparato digerente che nella parte anteriore dell'esofago dispone di un grosso gozzo, mentre nella parte posteriore di due rigonfiamenti ricoperti da un sottile strato corneo, utilizzati per la fermentazione di sostanze vegetali, che gli produce un odore sgradevole, simile al letame, e per questo è cacciato dagli esseri umani come fonte di cibo solo nei momenti di disperato bisogno. Difatti, il nome alternativo di "uccello fetente" deriva dal cattivo odore dell'uccello, che è causato appunto dalla fermentazione del cibo nel suo sistema digestivo.



    Il pappagallo Dracula o pappagallo di Pesquet (Psittrichas fulgidus) è un pappagallo del genere Psittrichas appartenente alla famiglia degli Psittaculidae, originario delle foreste pluviali della Nuova Guinea. Il suo brillante piumaggio scarlatto, come la fodera in seta di un mantello, contrasta meravigliosamente con il colore nero e grigio scuro di petto, schiena e coda

    L’habitat naturale sono le montagne della Papua Nuova Guinea e di Irian Jaya. Una popolazione isolata è stata individuata anche nella penisola di Vogelkop.

    Il suo magnifico piumaggio lo hanno purtroppo reso un bersaglio per i bracconieri che, uniti alla distruzione dell’habitat naturale di questo animale, hanno portato la specie ad un numero di esemplari pericolosamente basso.
    Femmine e maschi sembrano abbastanza simili. L’unica differenza tra loro è che i maschi hanno delle macchie rosse dietro le orecchie.

    Di minaccioso, il pappagallo Dracula non ha solo l’aspetto: il suo richiamo è stato descritto come un “ringhio aspro e graffiante”.

    Si nutre quasi esclusivamente di fichi, e i ricercatori sospettano questo sia il motivo per cui è dotato di una strana testa semi-calva.
    Proprio come gli avvoltoi hanno perso le piume sulla testa per adattarsi a nutrirsi delle carcasse degli animali, si pensa che il pappagallo Dracula abbia subito la stessa evoluzione in risposta alla sua dieta fatta di frutti appiccicosi: la mancanza di piume attorno al becco e agli occhi gli consente di non assumere un aspetto arruffato quando mangia.



    Il becco a scarpa ((Balaeniceps rex) o cicogna testa di balena, è un uccello con una corporatura massiccia e ingombrante, che ricorda un po’ un animale preistorico. Fino a qualche tempo fa si pensava che appartenesse alla famiglia delle cicogne, ma ora vene assimilato a quella dei pellicani.

    Vive nelle grandi paludi dal Sudan allo Zambia dell’Africa tropicale. Sono animali solitari, che si incontrano con i loro simili solo nella stagione degli amori, o quando il cibo è particolarmente scarso. Le abitudini del Becco a Scarpa non sono molto conosciute, perché ama vivere in luoghi lontani da insediamenti umani.

    Si distingue per la mole notevole, il collo tarchiato e la grossa testa. Può raggiungere un’altezza di 152 centimetri. La caratteristica distintiva della specie è il suo enorme becco bulboso, che ricorda vagamente uno zoccolo di legno, di colore paglierino con macchie grigiastre irregolari.
    Gli esemplari adulti presentano un piumaggio di colore blu-grigio, mentre le penne remiganti e le timoniere sono più scure. Il petto presenta piume allungate, che hanno calami più scuri. L'occipite è marcato dalla presenza di un breve ciuffo di penne. L'iride è gialla in entrambi i sessi.

    La Bird Life International l’ha classificato come VULNERABILE, con le principali minacce rappresentate dalla distruzione dell’habitat, dal disturbo umano e dalla caccia.
    È elencato nell'Appendice II della Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora (CITES).



    Particolarmente suggestivo, poiché quasi tutti gli avvoltoi sono completamente neri, l’avvoltoio reale (Sarcoramphus papa) esibisce le ali per lo più bianche con punte nere, la gorgiera, le penne remiganti e le penne della coda vanno dal grigio al nero. Le zone nere hanno una lucentezza quasi opalescente. La testa nuda, il collo e il becco sono di colore rosso, arancio e giallo, gli occhi sono molto suggestivi e possono essere color paglia, bianco o argento.

    Sulla testa, la pelle forma delle pieghe rugose, con una notevole escrescenza carnosa di colore giallo sul becco arancione e nero. Questo bargiglio non si forma completamente fino al compimento del quarto anno di età. Il becco è assai poderoso, ha la punta adunca e i bordi affilati. I piedi sono grigi.

    Vive tra il Messico meridionale e l’Argentina settentrionale. Nel Sud America non si spinge a ovest delle Ande, tranne che nell’Ecuador occidentale, nel nord-est della Colombia e nelle parti più nord-occidentali del Venezuela.
    Il suo habitat è rappresentato dalle foreste tropicali di pianura indisturbate ad altitudini che arrivano fino a 1200 metri.

    A differenza di altri tipi di avvoltoi, questi uccelli rapaci non hanno un olfatto sviluppato e aspettano che altri avvoltoi puntino la preda per poi approfittare.



    Il bucero dall’elmo (Rhinoplax vigil) originario della penisola malese e delle Grandi Isole della Sonda, si differenzia da quella degli altri buceri, sia a causa del casco a forma di bernoccolo che si interrompe bruscamente a metà culmen, che per le timoniere centrali lunghe quasi un metro.

    Mostra un piumaggio prevalentemente nero che copre il dorso, le copritrici alari, il petto e la parte superiore del ventre e crea un forte contrasto con il bianco di addome, cosce e coda. Il cappuccio è scuro, le piume della faccia e del collo sono rosso-arancio. La gola è ricoperta da una pelle nuda plissettata di colore rosso nei maschi e blu nelle femmine. Il casco e il becco sarebbero gialli, ma appaiono quasi sempre tinti di rosso sulla parte superiore e i lati del casco e alla base del becco in quanto sono rivestiti da una secrezione scarlatta proveniente da una ghiandola situata vicino alla coda con la quale la specie si liscia normalmente le piume. A differenza di quello degli altri buceri, il casco è solido, non cavo; assieme al cranio al quale è saldato, può costituire quasi il 10% del peso totale dell'animale. Ad eccezione della diversa colorazione della pelle della gola, la femmina è rigorosamente identica al maschio.

    La specie riveste un ruolo importante nella cultura locale degli abitanti del Sud-est asiatico: è divenuto il protagonista di leggende e il soggetto di cerimonie e credenze.
    Le sue piume sono ricercate per realizzare costumi tradizionali per i danzatori, la sua carne viene consumata e il casco è divenuto prezioso bottino di intagliatori cinesi e giapponesi, in quanto il suo elmetto rappresenta una vera e propria fonte d'avorio.

    Oltre all'ingente pressione venatoria, si aggiunge il degrado ambientale e la riduzione delle foreste, che assestano un duro colpo al numero di esemplari, che già di per sé non è troppo elevato. Nelle zone intatte la densità di esemplari è rimasta consistente, ma dove l'abbattimento degli alberi è la prassi le popolazioni sono in declino. Per questo motivo, il bucero dall'elmo è stato classificato come specie a rischio di estinzione.



    Il Condor delle Ande (Vultur gryphus) è un uccello dell’ordine Accipitriformes appartenente alla famiglia dei Catartidi.

    Vive in Sud America, dalla Colombia fino alla terra del fuoco, lungo tutta l’estensione della catena delle Ande, anche se attualmente è raro avvistarlo in Venezuela.

    Lungo fino a 130 cm., presenta il piumaggio scuro, tendente al nero con le remiganti copritrici bianche. Nei maschi è presente una grossa cresta carnosa di circa 10 cm di lunghezza e 4,5 cm di spessore sulla testa è nuda.

    Ottimo volatore con un’eccellente vista. Da sempre ritenuto essere predatore di mandrie o altri animali domestici, il condor delle Ande è in realtà un animale necrofago (come la maggior parte degli avvoltoi), si nutre infatti di carogne, anche se all’occorrenza può cacciare uova e piccoli di altre specie. Riesce a mangiare fino al 50% del suo peso in una sola volta ma è capace anche di digiuni di più settimane.

    È estremamente gerarchico: tendendo a posarsi in gruppo durante i voli, vengono a crearsi delle dinamiche di branco per cui gli esemplari più anziani e maschi, occupano i posti più assolati e riparati dal vento, ed a seguire, femmine e giovani.



    Uccello marino appartenente alla famiglia dei Fregatidi, la Fregata magnifica (Fregata magnificens) è lunga fino a 100 cm., e presenta un piumaggio interamente nero fatta eccezione per il collo di colore rosso nei maschi e bianco nelle femmine.

    Vive per lo più nell’Oceano Atlantico (Florida, Caraibi, Capo Verde) e lungo la costa pacifica americana tra il Messico e l’Ecuador (incluse le Isole Galápagos). Tuttavia, alcuni esemplari sono stati ritrovati anche sull’Isola di Man, in Danimarca, Spagna, Inghilterra e, sul Pacifico, nella Columbia Britannica.

    La sua principale caratteristica è il particolare collo del maschio che ospita una sacca che viene gonfiata durante la stagione dell'accoppiamento per richiamare l'attenzione delle femmine e allo stesso tempo per far risuonare il suo richiamo, dal suono simile a un sonaglio.

    Per nutrirsi non atterrano sull'acqua ma afferrano la preda dalla superficie dell'oceano con i loro lunghi e becchi uncinati. A differenza della maggior parte degli altri uccelli marini, la fregata beve acqua dolce ogni qualvolta la incontra sul suo percorso.



    Il Nittibio (Nyctibius) è un misterioso uccello dalle abitudini notturne appartenenti alla famiglia Nyctibiidae. Abita le foreste umide e le giungle tropicali che si estendono dal sud-est del Messico, al nord dell’Argentina e al sud del Paraguay con la più grande diversità nel bacino amazzonico che ne ospita cinque delle sette specie che compongono il genere.

    Per le sue caratteristiche uniche, il nittibio è stato oggetto di numerosi miti e leggende in questi territori: localmente conosciuto con i nomi diversi viene chiamato anche uccello fantasma, uccello strega, potoo, nictibio, urutaú, perosna, kakuy, biemparado o serenera.

    Lungo circa da 40 a 50 cm, è dotato di un piumaggio estremamente mimetico, riesce facilmente a confondersi con i rami spezzati degli alberi su cui si posa, ingannando prede e predatori.
    Alla stessa maniera, in presenza di qualsiasi minaccia, ha la capacità di rimanere completamente immobile con bocca e occhi chiusi, fingendo di essere un prolungamento del tronco su cui si è appollaiato. A causa di questa caratteristica nota come mimetismo criptico, è difficile osservarlo in natura.

    Si nutre principalmente di cavallette, grilli e coleotteri, che cattura compiendo un volo silenzioso verso il luogo in cui si trovano.



    Il condor della California (Gymnogyps californianus) è un uccello appartenente alla famiglia dei Catartidi (o avvoltoi del Nuovo Mondo), ed è l’unico esemplare del genere Gymnogyps in vita. Si trova nei deserti della California centro-meridionale.

    Presenta un piumaggio di color nero con riflessi metallici bluastri; sulle ali, nella parte inferiore, sono presenti delle barre alari o delle macchie triangolari bianche, visibili osservando l'uccello in volo. La testa e il collo sono nudi e di colore arancione rossastro, mentre gli occhi sono di colore rosso marroncino ed il becco è avorio. È presente, alla base del collo, un collare costituito da lunghe e sottili piume scure.

    Saprofago, si nutre di grandi quantità di carne provenienti da carogne. A livello mondiale, è uno degli uccelli che vive più a lungo, arrivando all'età massima di 50 anni.

    Il numero della popolazione è crollato drammaticamente nel XIX secolo in seguito a bracconaggio, avvelenamento da piombo ed in seguito al deliberato danneggiamento del suo habitat naturale da parte dell’uomo. Attualmente detiene ancora un posto nella lista del ICUN delle specie “a rischio di estinzione”.

    Va ricordato anche che il condor è stato un animale molto importante per molte tribù di Nativi Americani e gioca un ruolo fondamentale all'interno della loro mitologia.


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